Appello degli infermieri, eroi del Covid: «Siamo ancora pochi e sottopagati»

Non migliorano le condizioni di lavoro dei 3.400 professionisti sanitari che lavorano in provincia. Cassiani, consigliere dell’Ordine: «La pandemia ha evidenziato la necessità di rivedere i numeri»

REGGIO EMILIA. Sono stati descritti come gli “eroi” nella lotta al Coronavirus. Sono stati protagonisti di appelli accorati a resistere e le loro storie di dedizione e sacrificio, spesso mettendo a repentaglio la loro stessa vita, sono state di ispirazione a molti durante i mesi più bui della pandemia. Eppure, gli infermieri percepiscono ancora uno stipendio giudicato insufficiente, versano in una cronica carenza di organico e, da febbraio dello scorso anno, le loro condizioni di lavoro non sembrano di molto migliorate. A fare il punto della situazione in provincia di Reggio Emilia è Orazio Cassiani, consigliere e responsabile della commissione comunicazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Reggio Emilia, in occasione della giornata internazionale dell’infermiere che ricorre domani, anniversario di nascita della fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne, Florance Nightingale.

Orazio Cassiani, consigliere e responsabile della commissione comunicazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Reggio Emilia


«Questa giornata – premette Cassiano – assume un significato ancora più profondo. In un momento storico dove tutti i professionisti sanitari stanno garantendo il loro contributo, gli infermieri stanno facendo la loro parte in ogni contesto di cura a sostegno del cittadino: vicini ai bambini e ai loro genitori, con gli adulti e nella prevenzione, accanto la popolazione fragile». Attualmente sono circa 3.400 gli infermieri che lavorano in provincia di Reggio.

Un numero giudicato dall’Ordine non sufficiente: «Da tempo la Federazione nazionale avverte che mancano tra i 50mila e i 70mila infermieri in Italia. Mancano persino in una provincia come la nostra, da sempre molto attrattiva nei confronti di professionisti che decidono di spostarsi. La pandemia ha evidenziato la necessità di rivedere i numeri di tutti i professionisti sanitari e rivedere, al contempo, anche i modelli organizzativi».

Oggi infatti, prosegue il consigliere, «gli infermieri sono professionisti preparati, competenti e con grande e patia nei confronti dei cittadini. Pur essendo materia sindacale mi sento di affermare che all’infermiere non viene riconosciuta la giusta valorizzazione economica in base alla sua formazione e competenza. Caratteristiche apprezzate dai cittadini, soprattutto negli ultimi tempi, con importanti manifestazioni di solidarietà».

Insomma, continua il consigliere dell’Ordine, «sicuramente l’infermiere merita un riconoscimento sociale e contrattuale corrispondente alla sua professionalità. La Fnopi, la nostra Federazione nazionale, per il Recovery plan ha avanzato precise richieste al Governo e al Parlamento. Tra queste una questione prioritaria è il fabbisogno di personale infermieristico, sia in termini di programmazione degli accessi ai percorsi di studio sia migliorando le prospettive di carriera, anche rispetto al trattamento economico».

E in tal senso questo, prosegue Cassiani, sarà un anno decisivo per la professione infermieristica: «Il 2021 dovrà essere un anno di avanzamento con nuovi sbocchi di carriera e percorsi premianti. Infermiere specializzato, infermiere prescrittore, infermiere gestore e coordinatore di percorsi assistenziali soprattutto sul territorio: una figura aperta al mix professionale per soddisfare i bisogni degli assistiti. Avrà sicuramente un ruolo principale in quanto professionista completo e la sua professionalità è spendibile nel pubblico e nel privato, nelle fabbriche e nelle scuole, nelle Rsa come nel territorio. Siamo pronti a progetti importanti come l’infermiere di famiglia e di comunità ci integriamo con altre professioni indispensabili con l’obiettivo comune che è il bene del cittadino».Tornando alla Giornata internazionale a loro dedicata,domani si svolgerà in modo diverso da solito: «Gli anni scorsi incontravamo i cittadini nelle principali piazze della città, purtroppo questo non sarà possibile. Abbiamo comunque previsto alcune iniziative tra cui un incontro online che si aprirà con i saluti che ci hanno voluto inviare artisti come Orietta Berti e Beppe Carletti, che vogliamo ringraziare per la loro attenzione e passione. Sarà anche inviata la prima edizione della newsletter rivolta a tutta la categoria. Ai cittadini, infine, diciamo grazie per il sostegno e rinnoviamo lo spirito di servizio che caratterizza la nostra professione». —

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