Un pranzo stellato nella mensa in ricordo di don Gigi Guglielmi

Oggi il 25esimo anniversario della morte del sacerdote che ideò il servizio. Fondò anche l’Istituto musicale diocesano. «Beneficiamo ancora delle sue idee»

REGGIO EMILIA. Ricorre oggi il 25esimo anniversario dalla improvvisa scomparsa di don Luigi Guglielmi, sacerdote diocesano, parroco, missionario, direttore della Caritas, liturgista e compositore, morto improvvisamente a 51 anni il 10 maggio 1996, poche ore dopo aver celebrato una Messa particolare per il Rwanda.

E ancora una volta, la “sua” Mensa sarà occasione per riunire gli “amori” principali di don Gigi. Alla Mensa Caritas di via Adua, per la preparazione dei pasti, saranno presenti i fratelli di don Luigi con le rispettive famiglie (tra loro Maurizio con la moglie Deanna e i figli, proprietari e gestori del Ristorante “Amici del Rifugio Crucolo” di Gavasseto e i nipoti titolari dell’Azienda Agricola Guglielmi di Gavassa). Nella mensa di Santo Stefano e alla Mensa del Vescovo saranno presenti allievi dell’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia (anch’esso fondato da don Gigi, ora a lui intitolato) che allieteranno gli ospiti durante il pranzo attraverso un intrattenimento musicale.


«Ci apprestiamo a vivere un evento importante – commentano dalla Caritas Diocesana – un anniversario particolare, a partire dal quale rilanciare la figura profetica di don Gigi, facendola conoscere, diffondendo la sua testimonianza e cercando di seminare anche oggi, soprattutto nei giovani, i tanti insegnamenti che ci ha lasciato. Per valorizzare questo evento speciale, sono stati pensati e organizzati diversi eventi che toccano gli ambiti di impegno nei quali don Luigi si è impegnato nella sua vita: parrocchia, Azione Cattolica, musica e liturgia, carità, servizio civile, missioni. La sua capacità di coinvolgere altre persone e le sue continue e innovative idee hanno innescato progetti e percorsi di cui beneficiamo ancora oggi».

Una di queste idee, quasi una “fissazione” di don Luigi, era quella della Mensa per i poveri.

«Subito dopo la sua nomina a Direttore della Caritas diocesana (ottobre 1992) intuì che la Chiesa di Reggio Emilia aveva bisogno di questo segno, sia per coprire un bisogno (alla domenica la Mensa del Vescovo era chiusa), sia per educare le comunità parrocchiali al servizio, per dare compimento all’Eucaristia celebrata e a quel “La messa è finita” che per lui significava continuarla e darne compimento nel servizio ai più poveri e abbandonati. Così, dopo aver ottenuto in comodato un piccolo ambiente in Via del Carbone, nel febbraio del 1993, iniziò un servizio di preparazione di pasti a favore delle persone che non avevano fissa dimora o che ne necessitavano per le condizioni di povertà».

Una consapevolezza che mise nero su bianco in uno scritto sulla Caritas del 1993: «Ha preso avvio la Mensa dei giorni festivi, per chi non ha casa né famiglia – le sue parole – non nello spirito di un semplice assistenzialismo, ma piuttosto nell’impegno a educare, coinvolgendo le comunità parrocchiali. Il progetto funzionerà solo in tal senso; se le parrocchie e le associazioni non si lasceranno coinvolgere, non tarderemo a chiudere il servizio, perché mancheremmo all’obiettivo primario».

Don Guglielmi sarà poi ricordato anche con la celebrazione eucaristica in Cattedrale, alle 19, presieduta dal vescovo Massimo Camisasca. —

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