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Vaccino anti Covid, appello dei medici di famiglia ai cinquantenni: «Non inondateci di telefonate»

Grassi, segretario Fimmg, sulle prenotazioni al vaccino aperte dal 13 maggio agli over 50: «Lasciateci curare i pazienti, non siamo dei centralinisti»

REGGIO EMILIA. Da giovedì prossimo anche gli over 50 reggiani potranno prenotare il vaccino anti Covid. Una procedura che, come deciso dalla Regione, dovrà passare ancora una volta per i medici di base: quasi 35mila persone che si aggiungono alle categorie di competenza dei medico di famiglia.

Proprio per gestire questa nuova ondata, ieri mattina si è svolto un incontro organizzativo fra sindacati di categoria e l’azienda sanitaria di Reggio Emilia. Un tavolo giudicato «molto positivamente» da Euro Grassi, segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale).


«Avevo chiesto un confronto – spiega a pochi minuti dalla conclusione – prima di iniziare con queste nuove prenotazioni e devo dire che è stato soddisfacente. Abbiamo sviluppato un modello che permetterà di assorbire i 34mila cinquantenni senza troppo difficoltà».

Il piano deve essere ancora ufficializzato ma, in sintesi, prevederà l’invio di un sms all’avente diritto tramite il quale scaricare il modulo da portare stampato e già compilato all’appuntamento con il medico di famiglia. «Il problema infatti – prosegue Grassi – era principalmente burocratico. La vaccinazione in sé richiede quattro minuti, le pratiche burocratiche prima e dopo l’iniezione, invece, circa mezz’ora».

Risolto anche un secondo problema, quello degli spazi: «Ci sono studi medici che sarebbero perfetti per vaccinare in una situazione non pandemica ma che ora non hanno gli spazi necessari per garantire la sicurezza dei pazienti. Vi sarà quindi la possibilità di scegliere: vaccinare in studio, nelle sedi delle medicine di gruppo, in strutture di prossimità o, in certe condizioni, anche negli hub vaccinali dell’azienda».

La preoccupazione, ora, si sposta sull’ansia da prenotazione dei reggiani. E per questo Grassi lancia un appello: «I medici di famiglia stanno ricevendo 150 telefonate al giorno. Devono essere lasciati in pace, devono avere il tempo di assistere i pazienti, non sono dei centralinisti. Non ci saranno difficoltà nelle prenotazioni se la popolazione seguirà le indicazioni che arriveranno loro sul cellulare. Pensi che anche le collaboratrici di studio dei medici di medicina generale stanno avendo un esaurimento nervoso, sono diventate il vero call center provinciale. Ma gli altri malati esistono ancora, quelli che stanno morendo a casa anche, i medici non hanno 65mila mani».

Anche perché, prosegue il segretario provinciale, i medici di base non devono pensare solo al vaccino anti Covid per gli over 50: «Dovremo effettuare la seconda dose al personale scolastico con Astrazeneca e la prima ai pochi che ancora non l’hanno fatta. Continua poi la campagna vaccinale per la popolazione dei “caregiver”, dei familiari e dei pazienti non trasportabili. Se non altro ora abbiamo finalmente ottenuto di avere le liste degli aventi diritto».