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Reggio Emilia, rubati i risparmi a due clienti: bancario e fidanzata alla sbarra

Ex dipendente del Credem ha falsificato le firme girando poi i soldi alla compagna Lei, una barista del centro, chiede il patteggiamento e si offre di restituire i soldi

REGGIO EMILIA. Doveva far crescere i loro risparmi ma in realtà stava cercando di prosciugargli il conto falsificando le loro firme per appropriarsi di quel tesoretto. Un’azione fraudolenta quanto odiosa perché messa a segno da un cinquantenne consulente finanziario di Reggio Emilia del quale i due clienti della banca si fidavano ciecamente, salvo trovarsi con un ammanco che è ben superiore ai centomila euro. Ammanco del quale si è accorta la banca stessa, il Credem della sede di via Emilia San Pietro, che ha subito restituito le somme ai clienti e licenziato il suo private banker – dipendente che si occupa dei clienti con patrimoni rilevanti – denunciandone la condotta e portando ora il caso davanti al tribunale di Reggio.

Ieri, infatti, c’è stata l’udienza preliminare davanti al giudice Andrea Rat, durante la quale è stata formulata l’accusa per l’ex dipendente infedele del Credem per la distrazione dei fondi e le firme falme. Ma non solo: il procuratore reggente Isabella Chiesi ha infatti accusato anche la fidanzata del bancario, una barista del centro di Reggio, nella disponibilità della quale sarebbero finiti parte dei soldi.


Non è ancora chiaro con quale destinazione, se per finanziare l’attività del locale o altro, ma sta di fatto che la donna, rappresentata in udienza dall’avvocato Federico Fortichiari, ha chiesto il patteggiamento presentando degli assegni a copertura dell’ammanco.

Pur non avendo effettuato alcuna confessione sui fatti contestati, secondo quanto appreso la donna avrebbe però offerto una cifra consistente. Anche il fidanzato avrebbe l’intenzione di restituire qualcosa ma, sempre tramite l’avvocato Fontichiari, ha chiesto un termine per poter vendere un immobile per realizzare le cifra.

I due clienti beffati non hanno aperto contenziosi con la banca, che si è mossa in autonomia per risarcirli subito. Per rubare quei risparmi l’ex bancario ha quindi falsificato dei documenti sperando di non essere pizzicato da chi si fidava di lui. A carpirne le intenzioni è stato però uno zelante collega, che aveva notato delle strane movimentazioni, segnalate ai superiori che si sono mossi, scoprendo la distrazione dei fondi all’insaputa dei titolari dei conti.

La ricognizione effettuata dalla banca è finita poi agli atti, messi insieme dalla procura per chiedere poi di procedere contro i due indagati, ancora in attesa di rinvio a giudizio ma che hanno già mostrato l’intenzione di porre rimedio all’amara faccenda. Sulla vicenda dovrà pronunciarsi a breve il giudice nel procedimento in cui il Credem è parte lesa e ammesso quindi come parte civile, rappresentata a giudizio dello studio reggiano Sutich-Barbieri-Sutich. —

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