La lotta della lupa Betty per ritrovare la libertà

Ricoverata al Rifugio Matildico dopo l’investimento è stata operata a una zampa fratturata. Ora sta meglio


SAN POLO. L’hanno ribattezzata Betty la lupa “ricoverata” al Rifugio Matildico di Caverzana di San Polo.

L’animale è stato recuperato nei giorni scorsi sulle strade della provincia di Parma. Investita da un’auto, era rannicchiata a bordo strada con una importante frattura a una zampa. Portata al centro di recupero per i selvatici, nonostante l’improvviso stato di cattività, deve aver capito in qualche modo di potersi fidare dato che come prima cosa nonostante le precarie condizioni di salute ha iniziato subito a mangiare quanto le veniva offerto.

A preoccupare era l’importante frattura alla zampa che ha richiesto un lungo intervento chirurgico per l’installazione di due placche che consentissero all’osso di rinsaldarsi. Il decorso sta andando bene. «Anche se lei continua a leccarsi e strapparsi le fasciature con i denti» confida Ivano Chiapponi, fondatore del centro. Probabilmente le resterà una evidente cicatrice ma non è questo che preoccupa. Tra qualche tempo sarà necessario fare i raggi e vedere se la zampa sta bene. Se sì, poi, sarà necessario permetterle di sgambare così che ritorni a essere sicura e in forze. Dopo di che, si potrà reinserirla in natura.

Sono sempre più frequenti gli investimenti di lupi. Sarà che loro si sono spostati sempre più verso la pianura e le zone più antropizzate, ma in tanti restano uccisi dagli scontri con auto e camion. Era successo anche a Ettore, il primo lupo curato al Rifugio Matildico che era stato recuperato nel Comune di Sant’Ilario un anno fa. Ora, il Wolf Apennine Center continua a seguire i suoi spostamenti dato che è dotato di radiocollare. Si sa che è tornato in Appennino, tra le parti di Parma e Piacenza. Sicuramente più al sicuro rispetto alle trafficate strade di pianura. —

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