Reggio Emilia, scoppia il caso sui nuovi portabici: "Non sono sicuri, altro che antifurto"

Tutto nasce dalla segnalazione di alcuni cittadini derubati della bici. Interpellanza in consiglio: "Il Comune si faccia rimborsare"

REGGIO EMILIA.  I nuovi portabici sono «tutt’altro che sicuri». Il caso, portato all'attenzione dei reggiani con un post sui social di un cittadino derubato della sua bicicletta, sta scatenando molte polemiche in città.

Oggetto del contendere le rastrelliere installate recentemente dal Comune in centro storico, costate circa 70mila euro e descritte come "antifurto" e a prova di ladro. Ma che, almeno secondo quanto sembra dagli ultimi episodi, tutto sarebbero tranne che a prova di delinquente.

Parrebbe infatti assai facile, come documentato anche da diverse foto, svitare i bulloni che tengono agganciate le rastrelliere all'asfalto, sollevarle e sfilare i catenacci. Così facile che ai ladri conviene rubare in questo modo piuttosto che tagliare le catene.

Dopo giorni di discussione sui social, la polemica ora sbarca anche in Sala del Tricolore con un'interpellanza presentata dai consiglieri comunali Dario De Lucia (Gruppo Misto), Gianni Bertucci, Paola Soragni e Fabrizio Aguzzoli (M5s).

“Abbiamo appreso dai social e dalla stampa di un furto ai danni di una cittadina, il tutto è avvenuto in via Farini - scrivono i consiglieri -. Non è stata tagliato il catenaccio della bici ma danneggiato direttamente il portabici. Come è possibile questo? Non erano sicurissimi? Vogliamo sicurezza per le bici dei reggiani e per questo abbiamo depositato un documento che sarà discussi in Sala del Tricolore ”.

All’interno del progetto Velopoli, 11 milioni di euro in tre anni sulla mobilità sostenibile ciclabile, il Comune ha inserito un notevole investimento per questi nuovi portabici – oltre 70mila euro – installando oltre 872 nuovi posti per le biciclette dei reggiani.  Dal sito del Comune si legge su queste nuove portabici:  “L’intervento è stato pensato per assicurare ai reggiani modalità sicure di deposito della propria bicicletta e per far sì che il timore dei furti non sia un disincentivo all’utilizzo di un mezzo tanto sostenibile e versatile per gli spostamenti quotidiani.”

Per questo, concludono i consiglieri, "abbiamo tre domande precise per il sindaco. Se è stata contatta l’azienda venditrice e quella installatrice di questi portabici rispetto a questa situazione. A quali standard di sicurezza rispondono queste nuovi portabici e perché venivano presentati come più sicuri rispetto ai vecchi modelli. Come il Comune di Reggio Emilia intende risolvere questa situazione che non da sicurezza ai cittadini rispetto al parcheggio della propria bicicletta".