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Maniaco seriale al parco delle Caprette, almeno due gli identikit

Reggio Emilia, al vaglio degli investigatori descrizioni diverse sul molestatore che da oltre un mese sta terrorizzando le donne nel parco lungo il Crostolo

REGGIO EMILIA. Il maniaco del Crostolo potrebbe non essere uno solo. Questa una delle novità che emerge dalle indagini che stanno proseguendo da settimane per individuare l’autore – o gli autori – di almeno sei violenze avvenute lungo il torrente Crostolo, in punti anche molto distanti fra loro.

Sul caso stanno indagando gli uomini della Squadra mobile della questura di Reggio Emilia, l’Arma dei carabinieri, la polizia locale, la guardia di finanza e la polizia provinciale. Uno schieramento molto vasto di forze, che sta cercando un maniaco che pare non avere ancora volto. O meglio, ne ha diversi.


Gli identikit

Sono infatti almeno due gli identikit compilati dagli investigatori sulla base delle descrizioni delle vittime, delle testimonianze e degli avvistamenti dei cittadini. Descrizioni non sempre precise e che, se confermate nel corso delle indagini, renderebbero evidente un fatto: dietro alle molestie avvenute a partire dal 23 marzo lungo le passeggiate sul Crostolo non vi sarebbe lo stesso uomo.

Questa sorta di evanescenza del maniaco e l’incertezza sulle sue fattezze reali sta complicando non poco il lavoro degli investigatori, costretti a battere più piste e a prestare attenzione a persone dai volti anche molto diversi fra loro. Difficoltà a cui se ne aggiunge un’altra: l’assenza di telecamere.

La videosorveglianza

E proprio su questo tema si è dibattuto lunedì in consiglio comunale, dove è stato approvato un’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 stelle per l’installazione di telecamere di sicurezza lungo la passeggiata del Parco delle Caprette, uno dei terreni di caccia del maniaco seriale.

«Quello che sta accadendo da un mese a questa parte alle Caprette è aberrante – scrive il consigliere M5s, Gianni Bertucci –. Abbiamo un maniaco seriale in città che agisce molestando e tentando di violentare donne che hanno l’unica colpa di voler correre in libertà. L’ultimo episodio è avvenuto lo scorso 27 aprile, quando l’aggressore ha tentato di violentare una ragazza che stava facendo jogging lungo la passeggiata. Il molestatore l’ha avvicinata con una scusa per poi prenderla all’improvviso a pugni, cercando inoltre di sfilarle i pantaloncini. Fortunatamente l’arrivo di alcuni passanti ha evitato il peggio».

Un’importanza, quella delle telecamere, che era stata sottolineata anche dallo stesso prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, nel corso di un vertice svoltosi qualche giorno fa proprio sul caso del maniaco del Crostolo. —

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