La polizia municipale ritorna a rastrellare le auto abbandonate e cannibalizzate

Dopo le limitazioni del 2020, legate al lockdown, negli ultimi tre mesi gli agenti hanno rimosso dalle strade 14 veicoli

Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Veicoli abbandonati e cannibalizzati, cioè spogliati di intere parti di carrozzeria: un fenomeno che per motivi economici e sociali negli ultimi anni è in continua crescita e che, dopo lo stop causa Covid, ha ripreso vigore. Nel 2019 i mezzi abbandonati (autocarri, auto e scooter) e tolti dalle strade dalla polizia municipale sono stati 130: una media di oltre una decina al mese.


Nel 2020 il numero si è ridotto al lumicino (22) a causa della paralisi determinata dal lockdown fino a maggio e del fatto che, nella seconda metà dell’anno, il servizio è stato ridotto al minimo dalle pattuglie, dirottate sul contrasto alla diffusione della pandemia. Nel primo trimestre del 2021 questo servizio specifico risulta in netta ripresa e i veicoli recuperati dalla Municipale su segnalazione dei cittadini – per lo più residenti in condomini che lamentano l’ingombro dei mezzi fermi per mesi o cittadini che notano i rottami nei parcheggi pubblici – sono stati 14. Se l’origine del fenomeno è da ricondurre alle medesime cause (crisi economica e innalzamento della mobilità sociale, da parte di persone che si spostano da una città all’altra e preferiscono abbandonare l’auto vetusta anziché sobbarcarsi i costi della demolizione), all’interno del mero numero complessivo di veicoli abbandonati su aeree pubbliche rientrano due tipologie differenti: i veicoli con targa e i veicoli senza targa. Le quattro ruote munite di targa sono per lo più modelli integri e funzionanti, che vengono rimossi perché senza assicurazione e per legge non possono circolare: questa tipologia, in base al Codice della Strada, viene classificata sotto l’etichetta “veicoli privi di copertura assicurativa”.

In tal caso scatta l’iter di rimozione, custodia, sequestro finalizzato alla confisca e infine la demolizione, ma il passaggio obbligato consiste nel rintracciare, tramite la targa, il proprietario, per poter addebitare a quest’ultimo le spese più un verbale di abbandono: una sanzione salata, anche se spesso inevasa, che va da mille e cinquemila euro.

I veicoli senza targa, invece, non solo sono rimossi a spese della pubblica amministrazione – cioè con i soldi del contribuente – ma vanno incontro a una sistematica spoliazione di pezzi di arredi o di carrozzeria. Sono diversi i casi registrati nello scorso mese.

Il 13 aprile, in via Papa Giovanni XXIII vicino al Campo di Marte, è stata rinvenuta un’auto Citroen – inutilizzata da oltre tre anni, a giudicare dalla spessa patina sull’abitacolo – lasciata aperta: il finestrino anteriore era rotto e i quattro pneumatici danneggiati, mentre all’interno dell’abitacolo erano ammassati vari rifiuti.

Il 21 aprile, in via Anselmo Govi nel quartiere del Villaggio Stranieri, è stato recuperato invece un autocarro Mercedes modello Sprinter di colore bianco, lasciato lì da almeno due anni, privo di targa e ridotto a uno scheletro: assenti il paraurti, gli specchietti retrovisori, parte del motore e parti plastiche, sparito anche il tachimetro. —

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