Il Comitato contrario alla nuova antenna «Nessuna certezza»

I rappresentanti dei residenti hanno incontrato Luca Vecchi «Il sindaco non ci ha prospettato soluzioni concrete» 

REGGIO EMILIA. «Anche il sindaco non ci prospetta nessuna soluzione concreta, né ci rassicura rispetto alla possibilità di arrivarci». Lo affermano dal Comitato dei residenti che protesta contro l’installazione di una stazione radio base per la telefonia mobile in Via Portella delle Ginestre. Comitato che venerdì scorso nella sala rossa del municipio ha incontrato il sindaco Luca Vecchi e l’assessore all’Ambiente Carlotta Bonvicini. Un incontro che ha lasciato l’amaro in bocca.

«Ancora una volta – sottolinea il Comitato – ci siamo sentiti ripetere che “gli elementi di complessità che caratterizzano il nostro quartiere rendono difficile qualunque opzione alternativa”, ma questo già si sapeva e proprio per questo riteniamo indispensabile che l’amministrazione comunale renda noti i criteri in base ai quali si ritiene un luogo più compatibile di altri con l’installazione dell’antenna in questione. Ci pare una richiesta ragionevole, che dovrebbe valere sempre in un ente pubblico: l’utilizzo di criteri oggettivi e trasparenti, a garanzia di tutti i cittadini».


Il comitato ha ribadito durante l’incontro «le ragioni, concrete e riconosciute dallo stesso sindaco, che rendono inaccettabile l’installazione lì dove è stata autorizzata». «Il sito individuato – proseguono i rappresentanti dei residenti – non potrebbe essere più controindicato: a ridosso di palazzi della stessa altezza, in un contesto di forte concentrazione abitativa (più di 100 famiglie solo nei due condomini più prossimi) e vicino a “recettori sensibili”, cioè asili nido, scuole e centri di accoglienza minori, che per il principio di precauzione devono essere tutelati».

«Come rappresentanti dei residenti – continua la nota – abbiamo espresso in modo coeso la rabbia e la frustrazione degli abitanti della zona rispetto alla gestione di questa vicenda, criticando l’operato del Comune che non ha fatto abbastanza in fase istruttoria nella logica della minimizzazione dell’impatto, sia quantitativo che qualitativo. Durante la stessa commissione consiliare del 23 aprile diversi consiglieri hanno sottolineato la poca chiarezza e limpidezza nel procedimento utilizzato per rilasciare l'autorizzazione». «Il sindaco Vecchi ora si è impegnato personalmente ad esplorare l’unica opzione alternativa che ritiene possa essere ancora considerata, tra quelle da subito individuate e poi immediatamente scartate, in area pubblica. Nessun impegno, tuttavia, a garantirne il risultato. Pertanto – questa la conclusione – pur apprezzando che il sindaco, da noi sollecitato, ci abbia ricevuto, temiamo che la sua “discesa in campo” possa risultare tardiva. —

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