Novellara, il barbiere Agostino chiude la bottega aperta 100 anni fa da suo padre Remo

Agostino Gozzi nel 2012 riceve l’attestato dalla Camera di commercio per oltre 40 anni di lavoro

Gozzi cede l’attività dopo 58 anni di lavoro in via Roma: «Facevo le ricevute a mano, ora le vogliono elettroniche»

NOVELLARA. Agostino Gozzi, l’ultimo barbiere di Novellara”, titolava la Gazzetta nel 2013. Esattamente un anno fa, a maggio del 2020, a causa delle limitazioni imposte dal Covid e delle «complicazioni elettroniche» del lavoro – dice ironicamente il 75enne Gozzi – ha passato la mano e ha chiuso la sua bottega per l’ultima volta. E con la bottega ha chiuso un’attività aperta cent’anni fa da suo padre Remo. «Facevo ancora le ricevute a mano, mi hanno detto che era obbligatorio installare un registratore elettronico e allora ho deciso di appendere forbici e pettine al chiodo», afferma sconsolato.

Gozzi in una immagine giovanile, ritratto nella sua bottega


Ma quella di Gozzi è una storia a lieto fine. Per 58 anni ha aperto tutti i giorni il suo salone di parrucchiere per uomo, in via Roma a Novellara. Poi, una volta alzata bandiera bianca, ha ceduto il suo locale alla negoziante vicina. Racconta Agostino Gozzi: «A 15 anni ho cominciato a frequentare il corso per acconciatori maschili al Circolo artistico di Reggio Emilia. Poi, dal 1962 al 1966, ho fatto praticantato come garzone a Reggio Emilia. Per tre anni sono andato tutti i giorni a Reggio in treno; la domenica mattina, quando non c'era il treno delle sette, ci andavo in motorino. Dopo il servizio militare sono entrato a lavorare con mio padre Remo, anche lui barbiere a Novellara dagli anni Venti del Novecento. Nel 1972 lui è andato in pensione e mi ha ceduto il testimone».

«Assieme – prosegue Agostino – abbiamo portato avanti il negozio per ben 100 anni. Mio figlio Alessio fa l’impiegato, ha studiato e conosce quattro lingue. È giusto che le nuove generazioni abbiano esigenze e soddisfazioni diverse». «Il mio lavoro, come tutti i mestieri artigianali, è una forma di arte che ognuno vive secondo il proprio gusto personale ed unico. La mia attività non potrà mai mancarmi: l’ho svolta ogni istante con amore, in sintonia con i miei clienti, cui mi sento in dovere di rivolgere un particolare ringraziamento».

«Nel mio negozio il tempo del lavoro era il momento delle confidenze, dei racconti paesani, dei piccoli sfoghi personali, dove si discuteva ininterrottamente di idee e di fatti, piccoli e grandi, di ieri e di oggi. Quante ne ho sentite, potrei scriverci un libro!». Conclude Gozzi: «Ho maturato la pensione nel 2004 ma ho continuato a lavorare fino al 2020. Il lunedì, mio giorno di riposo, lo trascorrevo in giro a fare barba e capelli a domicilio ai clienti ammalati o che non potevano muoversi». Più che un mestiere, una passione. A lieto fine.