Bibbiano, i comunisti donano alla figlia di Soviet una copia del ciondolo rubato

La consegna della medaglietta: a sinistra la figlia di Soviet, Silvia Poggi, a destra Matteo Neri

La consegna della medaglietta con falce e martello sottrattagli quando era in ospedale, avvenuta il primo maggio davanti al busto di Lenin

BIBBIANO. Claudio Poggi è morto lo scorso mese di novembre, a 82 anni. Genovese d’origine, bibbianese d’adozione, lo chiamavano Soviet per la sua fede politica forte e determinata. In ospedale, però, qualcuno ha rubato la catenina che gli aveva regalato la figlia una ventina d’anni prima e a cui lui, così come la sua famiglia nel ricordo dell’uomo, era molto affezionato: aveva una medaglietta con simbolo di falce e martello. Alla notizia di un furto tanto vile, non sono rimasti indifferenti i compagni della sezione reggiana di Patria Socialista. Tanto che hanno deciso di fare raccolta di loro e con la somma hanno fatto realizzare un ciondolo del tutto simile a quello sottratto al defunto.

Cavriago, i comunisti donano alla figlia di Soviet una copia del ciondolo rubato

In occasione del Primo Maggio, non a caso davanti alla statua di Lenin, a Cavriago hanno incontrato la figlia di Soviet, Silvia, insieme agli altri famigliari. A cui hanno consegnato il ciondolo. «Dalle parole di Silvia si è subito compreso che Soviet non era solo un nome, ma una fede autentica di cui avere rispetto e che meritava, oltre che rispetto, un gesto per lenire seppure in parte l’amarezza e la delusione della figlia – raccontano – Così abbiamo raccolto un poco di soldi tra compagni e amici ed abbiamo fatto fondere un ciondolo d’oro con i simboli del Comunismo, sapendo bene che non poteva essere come l’originale, soprattutto per il valore sentimentale e per l’affetto privato che rappresentava e che rappresenta. Ma noi compagni comunisti, che la solidarietà la pratichiamo 365 giorni l’anno, sapevamo e sappiamo che in una circostanza simile, la solidarietà sarebbe stata l’unico modo per sostenere Silvia e per onorare la storia e la memoria di Soviet».

Claudio Poggi, detto Soviet

Per realizzare questo progetto, hanno contattato la Gazzetta per sapere se il gesto sarebbe stato apprezzato. Silvia Poggi non ha avuto esitazioni, anzi è con commozione che ha detto sì al dono e all’incontro. «Il Primo Maggio, data simbolo come il 25 aprile e come il giorno della Rivoluzione d’Ottobre, capisaldi a cui Soviet ha sempre creduto fino all’ultimo giorno, con la sezione reggiana di Patria Socialista, con il suo segretario Matteo Neri e con i comunisti reggiani, possiamo finalmente consegnare a Silvia un nuovo ciondolo, per lenire almeno in parte il grave torto subito e per salutare Soviet, dalla piazza del busto di Lenin, per rinnovare la memoria di Claudio e quella storia di cui è sempre stato fiero sostenitore: a Soviet, i compagni non dimenticano».



«Purtroppo, non abbiamo più avuto notizia della denuncia che facemmo. Ora, questo gesto ha davvero commosso sia me che mia madre. Non sappiamo davvero come ringraziare» commenta Silvia.Per Soviet non è stato possibile un funerale come avrebbe voluto, a causa della pandemia, ma questo Primo Maggio ha avuto un piccolo omaggio. Concluso con Bandiera rossa.