Appaltopoli, il 20 luglio l’udienza In 24 sono accusati dalla Procura

Il processo sarà davanti al gup Rat. In sospeso la decisione del Comune di costituirsi parte civile 

Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA. Con la fissazione dell’udienza preliminare al 20 di luglio – davanti al gup Andrea Rat – si avvicina sempre più il momento in cui entrerà nel vivo una delle vicende politico-giudiziarie (focalizzata su gare pubbliche per 27 milioni di euro) più delicate per la nostra città e con il municipio decisamente nel mirino delle pm Valentina Salvi e Giulia Stignani.


Udienza preliminare che riguarda 24 persone. Si tratta di Santo Gnoni (ex capo del servizio legale del Comune e principale indagato dell’inchiesta sugli appalti ritenuti pilotati dagli investigatori), del dirigente comunale Roberto Montagnani, l’ex assessore alla Mobilità Mirko Tutino e Nando Rinaldi, presidente dell’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia. Chiesto il rinvio a giudizio anche per l’ex dirigente dell’Istituzione, Paola Cagliari, per il dirigente Alessandro Meggiato e Raffaele Leoni, ex presidente di Asp. Oltre ai ruoli apicali in Comune, sono diversi gli altri imputati fra avvocati, consulenti e terze figure: Daniela Agosti, Anna Messina, Valeria Sborlino, Paolo Coli, Matteo Fortelli, Lorenza Benedetti, Roberta Ugolotti, Anna Maria Mazzocchi, Tiziana Tondelli, Stefano Vaccari, Ivana Ceccardi, Giuseppe Altieri, Alessandro Lucci, Lorenzo Corradini, Vincenzo Corradini, Luigi Severi ed Ermes Ruozzi. I reati contestati, a vario titolo, sono turbata libertà degli incanti, falsità in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio e corruzione. Scenderà in campo – da luglio – un autentico plotone di avvocati difensori. E vi sarà anche da capire se il Comune si costituirà o meno parte civile nel procedimento. Gestione del nido Maramotti, rimozione delle auto incidentate, servizi legali, servizi di brokeraggio assicurativo, selezione del dirigente dell’Azienda servizi alla persona e la gara per gestione della sosta a pagamento e del trasporto scolastico. Sono i capitoli di indagine sui quali si concentrerà l’udienza preliminare. «Al termine della complessiva attività di indagine – scriveva un mese fa in una nota il procuratore Isabella Chiesi (reggente dopo il trasferimento di Marco Mescolini) – dalle analisi della copiosa documentazione acquisita dalla guardia di finanza e dalle relazioni dei consulenti tecnici, e valutata la correttezza delle qualificazioni giuridiche delle condotte concretamente attribuite agli indagati, la procura ha potuto accertare nei fatti sottoposti alla sua attenzione la sussistenza nell’amministrazione comunale di Reggio Emilia di una radicata prassi che coinvolgeva alcuni soggetti, apicali e non, volta sia a indicare nei bandi in cui la stessa amministrazione risultava essere stazione appaltante, requisiti per la partecipazione alle gare che sapevano in possesso soltanto di alcune persone (fisiche o giuridiche) e che in tal modo si volevano favorire, sia successivamente a gestire la gara in modo da far vincere quelle persone sin da principio individuate come aggiudicatarie». Per la Procura si tratta di «reati relativi a gravi irregolarità riscontrate nella gestione di appalti pubblici indetti dal Comune di Reggio Emilia (emerse sia relativamente alla predisposizione dei bandi di gara, sia nella gestione del relativo iter procedimentale)». E ancora nella nota-stampa: «Dal giugno 2017 all’aprile 2019 sono state depositate plurime informative della guardia di finanza nelle quali venivano mano a mano presi in esame i vari bandi di gara e dalle quali emergeva la sussistenza di ipotesi delittuose».

Dovrebbero, invece, incamminarsi verso la richiesta d’archiviazione al gip – da parte delle pm Salvi e Stignani – le altre 23 posizioni iscritte nel registro degli indagati, fra cui il sindaco Luca Vecchi, come aveva rivelato il pm antimafia Nino Di Matteo quando, come consigliere, aveva illustrato al plenum del Csm le contestazioni al procuratore Mescolini. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA