La vertenza Goldoni rivive nel docufilm “Uomini di ferro”

Girato a cura dell’associazione culturale “Carpi Comune”: «Volevamo lasciare traccia di un’esperienza straordinaria»

RIO SALICETO. La vertenza Goldoni viene raccontata nel docufilm “Uomini di ferro”, a cura dell’associazione culturale “Carpi Comune”, diretto da Walter Salami jr (autore di cortometraggi e video musicali), con assistente al montaggio Luigi Santomauro.

Ieri sera, a tre giorni dalla sua pubblicazione sul canale Youtube “NuovissimoMillefilm”, gestito da Salami, era già a 400 visualizzazioni. «La nostra associazione Carpi Comune ha seguito fin da subito il presidio dei lavoratori e sostenuto la loro mobilitazione – spiega Cesare Galantini che, con Luca Fedrigotti, si è occupato delle riprese, partite il 14 novembre scorso –. Poi, l’inverno scorso, l’idea del docufilm, per lasciare una traccia di una vicenda a nostro parere straordinaria. Per due motivi: il grado di consapevolezza dei dipendenti e la vicinanza e il legame di tutto il territorio manifestata dai primi attimi; a partire dalle istituzioni, con i sindaci di Carpi e Rio Saliceto, fino ai singoli cittadini».


Fedrigotti e Galantini, durante i 200 giorni di presidio, hanno girato interviste e immagini dei lavoratori quando si era ancora nel pieno della bufera e non si sapeva come sarebbe andata a finire. Poi la notizia della positiva conclusione e, anche, la fine delle riprese, il 27 aprile. Quindi, il primo maggio, festa dei lavoratori, il “lancio” su Youtube.

I rappresentanti Rsu intervistati risiedono tutti, tranne uno, in provincia di Reggio Emilia. Tra loro Emanuele Sologni, il più rappresentativo, è di Rio Saliceto, il paese che “ospita” l’azienda, benché questa si trovi proprio sul confine con il territorio di Carpi. In un passaggio del documentario, gli intervistati spiegano che in tantissimi negozi di Rio Saliceto sono state esposte le sciarpe prodotte per la vertenza con la scritta “La Goldoni va salvata, punto!”. La stessa associazione Carpi Comune ha prodotto del lambrusco “griffato” in solidarietà ai lavoratori. «Il primo giorno di riprese abbiamo documentato l’arrivo di cittadini a portare bancali di legna in gran quantità per i falò – racconta Galantini, che ha al suo attivo l’esperienza di produzione esecutiva e aiuto regìa per alcuni documentari dell’Anpi di Carpi –. Tanto che poi fu necessario fare un appello su Facebook per dire di smettere di portare legna». E solo questo la dice lunga su quanto la vertenza abbia coinvolto due interi territori. —

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