Fedez sul palcoscenico del Primo Maggio prende di mira il leghista reggiano Rinaldi

Fedez sul palco del concertone del Primo Maggio

Il cantante attacca il consigliere comunale citando la sua frase su gay e normalità. Lui ribadisce: «Non sono omofobo» 

REGGIO EMILIA. Il suo nome è finito, suo malgrado, assieme a quello di altri leghisti accusati di aver pronunciato frasi omofobe dal sapore persino nazista, come “se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno”. Citato davanti a milioni di telespettatori da Fedez, nel suo discorso al tradizionale concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma, per aver detto durante un consiglio comunale a Reggio Emilia «i gay imparino a comportarsi come tutte le persone normali».

Il consigliere leghista Alessandro Rinaldi

Una frase, giura però il consigliere reggiano del Carroccio, Alessandro Rinaldi, «che è stata del tutto decontestualizzata. Presa e buttata lì assieme ad altre affermazioni orrende, solo per pura speculazione politica. Non sono omofobo e il mio discorso, quel giorno, non lo era».


Ma andiamo con ordine e partiamo, appunto, dalla Festa del Lavoro. Fra gli ospiti del concerto vi è anche Fedez, all’anagrafe Federico Lucia, noto cantante rap e marito dell’influencer più famosa d’Italia – e non solo –, Chiara Ferragni.

L’artista decide di incentrare parte del suo discorso sulla legge Zan contro l’omotransfobia, ancora bloccata in Parlamento in attesa di essere approvata, e di citare alcune frasi pronunciate in contesti pubblici da esponenti di vario livello della Lega di Matteo Salvini. Parole pesanti, come “gay vittime di aberrazioni della natura”, “gay sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie” o “il matrimonio gay porta all’estinzione della razza”.

Fra queste anche la frase pronunciata dal leghista reggiano Rinaldi, citato per nome e cognome così come tutti i suoi colleghi del Carroccio, che invita gli omosessuali a “comportarsi da persone normali”. Parole che hanno suscitato molto scalpore fra i reggiani ma che in realtà, come specificò allora e come ha precisato anche ieri Rinaldi, sono state estrapolate da un discorso molto più ampio «che era tutt’altro che omofobo. Anzi, era il contrario. Tanto che ieri mi è arrivato anche un messaggio di stima da parte del famoso trans milanese Efe Bal, messaggio che non può che farmi piacere e che mette a tacere tutte le accuse di omofobia». Quella frase, pronunciata durante un consiglio comunale di qualche settimana fa, prosegue Rinaldi, «era inserita in un ragionamento in cui invitavo le associazioni Lgbt a comportarsi in modo normale senza invocare un trattamento differenziato in base al loro orientamento sessuale, senza farlo risaltare in modo ossessivo e ponendosi sullo stesso piano delle persone etero e non su un piano di differenza».

Quanto a Fedez «penso che abbia sfruttato quell’occasione per creare una fantomatica emergenza omofobia che in Italia non esiste. Le fake news – conclude Rinaldi rivolgendosi direttamente al cantante – non sono rispettose nei confronti dei tanti fans che ti seguono per le tue canzoni, non per essere strumentalizzati e condizionati». —

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