In meno di un mese sei le donne molestate e si allarga il raggio d’azione del maniaco

Le prime tre aggressioni sono avvenute verso Cavazzoli, poi il molestatore si è spostato alle Caprette seguendo il Crostolo

REGGIO EMILIA. Pedinamenti in attesa dell’occasione giusta per colpire, gesti di esibizionismo dietro i cespugli, palpeggiamenti, aggressioni e tentativi di stupro. La lunga passeggiata che costeggia il torrente Crostolo è diventata nelle ultime settimane il terreno di caccia di quello che viene ormai considerato, anche dagli investigatori, un vero e proprio maniaco seriale.

Tanto che sono almeno sei le segnalazioni e le denunce arrivate alle forze di polizia reggiane – questura, carabinieri e Municipale – impegnate da giorni in indagini e pattugliamenti. Sei donne, di età non sempre giovanissima, che hanno raccontato di essere state vittima del molestatore. Sei aggressioni avvenute a partire da fine marzo e in luoghi anche molto distanti fra loro, ma accomunati da un unico denominatore comune: la passeggiata che costeggia il corso d’acqua.


Le aggressioni a nord

Secondo quanto emerge dalle indagini, infatti, pare che il maniaco prediliga quei percorsi ciclopedonali per appostarsi e scegliere le sue vittime.

Contrariamente a quanto sembrasse in un primo momento, tuttavia, gli attacchi non sono iniziati al Parco delle Caprette ma dalla parte opposta della città, fra le frazioni del Villaggio Crostolo e di Cavazzoli. È qui, nel lungo tratto compreso fra via Malatesta e via Campioli, che sarebbero state molestate le prime tre donne. Non aggressioni violente come l’ultima, avvenuta in città martedì sera, ma comunque pesanti e preoccupanti: masturbazioni in pubblico al passaggio delle ragazze, tentativi di abbordaggio e persino palpeggiamenti.

Molestie da cui le vittime sono riuscite, fortunatamente, sempre a sfuggire prima che potessero degenerare in veri e propri stupri. Diversi anche gli avvistamenti dell’uomo, spesso nascosto fra gli alberi a qualche metro di distanza, avvenuti sempre nella zona di Cavazzoli. A un certo punto però, forse a seguito dei maggiori pattugliamenti delle forze di polizia, il maniaco ha cambiato decisamente zona.

Le molestie al parco

Le ultime tre aggressioni sessuali infatti, di volta in volta sempre più violente, sono state denunciate nella zona sud di Reggio, fra San Pellegrino e Rivalta. Due molestie sono avvenute nei pressi del Parco delle Caprette, sui tratti della passeggiata più isolati e ricchi di nascondigli dove appostarsi, e diversi sono stati gli avvistamenti. Uno di questi è stato raccontato alla Gazzetta qualche giorno fa: una figura alta e snella sulla trentina d’anni, con indosso un cappello da baseball e una tuta.

Anche in questo caso sono state colpite donne sole, a passeggio o intente a correre, avvicinate da dietro e all’improvviso. Fino all’episodio più sanguinoso fino ad ora, il pestaggio e il tentativo di stupro di martedì sera ai danni di una 30enne reggiana, avvenuto ancora una volta in un tratto diverso della passeggiata: sul Lungo Crostolo, all’altezza della scuola d’infanzia “8 Marzo”.

Quei dieci chilometri

Insomma, ogni volta che si rafforzano i controlli in un punto della passeggiata il molestatore sembra spostarsi in zone per lui più sicure.

Non facile dunque il lavoro di polizia, carabinieri e Municipale che, da nord a sud, devono controllare oltre dieci chilometri di passeggiata. Per lo più priva di telecamere e ricca di nascondigli e vie di fuga. —

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