Sciopero e presidio alla Manifattura Riese: «Siamo già esuberi»

Nella nuova sede 46 lavoratori in bilico, in cassa una ventina. Il sindacato: «Azienda non pervenuta. Aiuto dalle istituzioni»

Rio saliceto. «Manca completamente la comunicazione: abbiamo mandato più mail per metterci a disposizione per l’azienda, senza ricevere risposte. Il nostro futuro è incerto».

Sono molto preoccupati i 46 dipendenti, in prevalenza donne, della Manifattura Riese che, da inizio anno, si è trasferita da Rio Saliceto a via Tolomeo, a Carpi.


Ieri mattina hanno fatto quattro ore di sciopero con la Cgil Filctem davanti ai cancelli, dov’è arrivata anche la vicesindaca Stefania Gasparini. I lavoratori saranno ricevuti in Comune il 10 maggio, alle 17.

Gli ammortizzatori sociali interessano anche altri 40 dipendenti che lavorano nei negozi della Manifattura Riese, da sempre conosciuta per la griffe “Navigare”. «Siamo molto preoccupati – conferma il sindacalista Cgil Filctem Sergio Greco – L’azienda non ci dà notizia e fa rinviare gli incontri da Confindustria Reggio, mentre abbiamo in ballo la firma per la cassa Covid fino al 30 giugno. Sappiamo che l’azienda l’ha richiesta ma non siamo soddisfatti della rotazione. Inoltre, ci sono voci di vendita sempre più insistenti. Chiediamo chiarezza per la salvaguardia dei posti di lavoro e per questo abbiamo chiesto l’aiuto delle istituzioni». «Ci attiveremo – spiega Stefania Gasparini – come per l’azienda Metaphor, per garantire diritti e lavoro».

Da quando l’azienda si è trasferita sono una ventina i dipendenti in cassa a zero ore. Stefania Severi ha 54 anni, è delegata rsu, ha due bimbe, è di Carpi: «Lavoro qui da 29 anni. Io e le colleghe abbiamo inviato più mail per chiedere la rotazione a turni e avere uno stipendio pieno. Gli altri 26 lavoratori hanno fatto soltanto il 20 per cento di cassa. Inoltre, sono stati annullati gli ordini ai fornitori, non si prevede una produzione. L’anno scorso lavoravamo alla linea Navy Sail, poi il marchio è stato ceduto e non siamo nemmeno stati avvisati».

Romina Rossi ha 50 anni, è di Bagnolo, lavora da 16 anni in azienda, al reparto stile: «Non siamo neanche numeri, siamo già esuberi. Essendo fermi da un anno, poi, la professionalità e i rapporti intrecciati con gli operatori economici si deteriorano». Rossella Giovanardi ha 57 anni ed è un’altra veterana: «Sono in azienda da 30 anni, troppo giovane per la pensione e vecchia per un nuovo lavoro».

Simona Losi, di Rio Saliceto, da 30 anni in Manifattura Riese racconta di essere entrata da ragazzina: «Ora i fondi devono smetterla di agire in questo modo: serve tutela delle persone che lavorano nelle aziende. È un enorme dispiacere». —


© RIPRODUZIONE RISERVATA