Maniaco avvistato al parco delle Caprette: «Mi guardava e si toccava, che schifo»

Una ragazza cammina al parco delle Caprette, a Reggio

La testimonianza di una donna: «Ho raccontato tutto alla polizia, spero lo prendano. La prossima volta lo fotografo»

REGGIO EMILIA. «Io l’ho visto il maniaco delle Caprette, che schifo». A raccontarcelo è una donna (di cui non faremo il nome) che ha già anche segnalato il fatto alla polizia. L’avvistamento risale a mercoledì scorso, intorno alle 14: «A quell’ora solitamente sono in pausa pranzo – dice la donna – e ne approfitto per camminare: mi serve per dimenticarmi per un attimo delle varie seccature. Mentre camminavo mi sono accorta di un uomo tra i cespugli. Starà facendo la pipì, ho pensato. Ma lui non si è messo a seguirmi? Ogni tanto lo guardavo per vedere cosa facesse: aveva tirato fuori il suo affare e si stava toccando. Mi seguiva, mi guardava, e si toccava. Che schifo. In quel momento ho incrociato un signore e gli ho chiesto di venire con me, appena lui l’ha visto si è tirato su i pantaloni ed è sparito».

Maniaco sessuale al Parco delle Caprette, sale la paura fra i reggiani



Un incontro spiacevole, che ha generato nella donna non poca rabbia: «Ho sessant’anni – dice – e di queste persone deviate nella mia vita ne ho viste parecchie, fin da bambina. Ma davvero non finiscono mai. E magari sono padri di famiglia... L’ho detto anche alla polizia: sono persone malate. Il rischio è che adesso, con tutto il tam tam degli ultimi giorni, lui decida di cambiare posto. Smettere no, è impossibile, non ci riescono. E si dice che le donne se la vanno a cercare, perché escono magari con abiti provocanti... bene io, che ho sessant’anni, ripeto, ero vestita con un maglione a manica lunga e pantaloni lunghi. Non c’era proprio niente da vedere».

In questo caso non ci sono stati palpeggiamenti, ma altre donne hanno raccontato di aver subìto molestie da parte del maniaco: una ha sporto denuncia ai carabinieri, altre due hanno fatto una segnalazione alla polizia. Per questo motivo la sorveglianza nel parco è stata intensficata. «Nel mio caso eravamo molto distanti – dice la donna – perché io ero da una parte del Crostolo e lui sull’altra sponda. Stavo proprio per guadare il torrente dove c’è il sentiero, nei paraggi del ristorante Quantum, quando l’ho visto, nella spiaggetta, e sono tornata indietro». La distanza non le ha permesso di vederlo bene in viso, «ma era un uomo sulla trentina, alto, longilineo. Indossava una tuta e un cappellino da baseball».

Dopo aver comunicato quanto successo alla polizia, nella speranza che la testimonianza fornita possa servire a prendere il maniaco, ha un solo desiderio: «Vorrei ribeccarlo, stavolta gli scatterei una foto e la consegnerei agli agenti per risalire alla sua identità. Non ho avuto paura quando l’ho visto, ero incredula, schifata, ma non sono riuscita a fare niente. Invece adesso penso alle ragazzine che potrebbero rimanere molto turbate da un incontro con lui e mi monta una rabbia...». —

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