La grande lezione dei bambini: «Libertà è essere felici di vivere»

I loro pensieri in un video diffuso in occasione del 25 Aprile. L’idea di un papà realizzata dalle scuole dell'infanzia Agorà e Balducci

REGGIO EMILIA. «La libertà è essere felici di vivere». «Anche con le regole c’entra la libertà, perché la libertà senza regole non è un mondo da viverci». E: «Non è che uno deve pensare quello che pensiamo noi per essere libero. Noi siamo liberi di pensare diversamente». Poi: «La guerra, la libertà la odia».

Semplice, no?


Cos’è la libertà ce lo insegnano i bambini e le bambine della scuola dell’infanzia comunale Balducci e della scuola-associazione Agorà, bambini e bambine che hanno quattro, cinque anni. Qualcuno tre. Le loro riflessioni, stimolate sapientemente da maestri, maestre e atelieristi, sono nate all’interno di un gioco chiamato: conversazione. Un gioco antico, quasi caduto in rovina, che ha poche ma fondamentali regole: ascoltare, esprimersi, lasciarsi contaminare dal pensiero degli altri. Che non è “male”, anche se è altro da noi.



A questo gioco i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali giocano spesso, sono molto allenati. Questa volta il “campo” era la libertà. Una parola (che poi è la chiave di un mondo) per cui uomini e donne, anche giovanissimi, hanno combattuto e hanno dato la vita. Una parola che ogni 25 Aprile, da 76 anni, viene rispolverata, perché è nel 1945, dopo la Resistenza, che l’Italia ha finalmente potuto dirsi libera.

Dall’anno scorso anche il Covid si è messo d’impegno per farci comprendere il valore di questa parola, che come l’aria si fa drammaticamente sentire quando manca. I bambini, così bravi a capire tutto, ce lo dicono chiaramente: «Quando non c’è il virus c’è la libertà di andare a scuola, quando c’è il virus non c’è la libertà di andare a scuola». E, più drasticamente: «Il virus mi toglie la libertà».

Il progetto che ha portato a raccogliere i pensieri dei bambini della scuola dell’infanzia Agorà e Balducci è nato da un genitore, Davide Guglielmi. L’idea era quella di far confrontare i bambini – immersi come gli adulti in questo periodo di sofferenza e restrizioni imposte dalla pandemia – con il tema della libertà, in occasione del 25 Aprile. Interpellati, l’Istituzione scuole e nidi d’infanzia, Anpi e Reggio Children hanno allargato bocca e braccia in un sorriso e si sono messi all’opera.

«Mai come in questo anno di vita e di scuola – spiega la pedagogista dell’Istituzione Daniela Lanzi – la parola libertà attraversa i pensieri e le conversazioni dei bambini. Una parola preziosa, ricca di tanti significati, diritto imprescindibile di tutti e di ciascuno. La libertà si respira, si tocca, si sente, si gioca. La libertà attraversa le relazioni dei bambini, scandisce il tempo della loro vita quotidiana a casa e a scuola, è un desiderio ambito e sempre ricercato. Riflettere sul significato di questa parola è, per i nidi e le scuole dell’infanzia un modo per offrire un messaggio alla città e per confermare la cultura dell’infanzia come codice interpretativo della realtà. La scuola – afferma – è un luogo privilegiato in cui le parole trovano dimora nella costruzione collettiva dei significati, nella consapevolezza che i bambini e le bambine sono alla finestra del mondo come protagonisti e autori. Senza paura. Anzi, con coraggio e speranza».

In una settimana l’atelierista Filippo Chieli e l’insegnante Antonio Tinti hanno raccolto i pensieri dei bambini, registrando, insieme alle loro voci vibranti di emozione, la genesi di una parola che porta con sè un significato profondo. Il materiale è stato consegnato a Rolando Baldini e Sara De Poi di Reggio Children (che si occupano di grafica e comunicazione) ed è diventato un video che da ieri è stato diffuso sui siti e sui social di Anpi, Istituzione scuole e nidi e Reggio Children. «I bambini sono sorprendenti – commenta Chieli – se ci si ferma ad ascoltarli si capisce perfettamente che è sbagliato trattarli in maniera bambinesca, perché loro sono in grado di parlare di tutto (della vita, della libertà e anche della morte). Allo stesso tempo non sono adulti. Ci raccontano il mondo con i loro occhi, e vale la pena ascoltare quello che ci dicono».

Loris Malaguzzi diceva che i bambini «hanno bisogno di molta libertà. Libertà di indagare, provare, sbagliare, correggere. Di scegliere dove e con chi investire curiosità, intelligenza, emozioni». Ma per garantire loro questa libertà, chiosa Nando Rinaldi, direttore dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia, «bisogna impegnarsi per garantire i diritti. Da questo concetto è nata la Costituzione scritta dai nostri padri e madri costituenti. Un testo fondante che ci dice che dobbiamo impegnarci concretamente e quotidianamente per rimuovere gli ostacoli, siano essi economici o sociali, che potrebbero impedire la piena libertà. E l’educazione, come questo progetto dimostra, è senza dubbio una leva fondamentale per raggiungere questo obiettivo». —

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