Addio a Paolo Ferrari sportivo e fungaiolo: «Ha speso la vita ad amare la vita»

Paolo Ferrari con uno dei funghi raccolti sull'Appennino Reggiano

Correggio, aveva 62 anni e da uno e mezzo lottava contro un tumore. La moglie Delia: «Lui è stato il mio campione e il mio eroe»

CORREGGIO. Una vita spesa ad amare la vita e la moglie Delia. Se ne è andato dopo una lunga malattia Paolo Ferrari, 62 anni, morto ieri mattina nella sua casa di Correggio tra le braccia della sua adorata consorte. «Assieme – racconta Delia Loschi – abbiamo trascorso 40 anni. La vita assieme a lui è stata leggera e intesa. Anche nella malattia è riuscito a infondermi una grande serenità». Paolo Ferrari, personaggio assai noto a Correggio, amico di tutti, grande sportivo, cuoco raffinato, ha scoperto il tumore nel dicembre del 2019. «Sono molto grave – ha detto Paolo a Delia quel brutto giorno di un anno e mezzo fa – ma tu non ti preoccupare se mi vedi triste qualche volta». E così Paolo e Delia hanno vissuto, tenendosi per mano, anche l’ultimo tratto, il più difficile, della vita in comune.

Uomo vulcanico e allegro, Ferrari, amico, tra gli altri, di Claudio Maioli, manager di Ligabue con il quale condivideva la passione per la pesca e di Marco Testi, storico presidente del Circolo Tennis, anche lui portato via da un tumore, due giorni fa, ha iniziato il suo percorso lavorativo come operaio in Comune, è poi passato in un’agenzia funebre e negli ultimi anni aveva trovato impiego in una cooperativa sociale di Modena. Ma la sua passione vera, quella ha caratterizzato tutta la sua vita, è stato lo sport e il grande amore per l’ambiente. «Mio marito è stato una promessa del basket – racconta Delia – poi del tennis e del calcio nella Bagnolese (negl anni ’80, ndr). Si è dedicato alla pesca, all’attività subacquea ed era un grande esperto di funghi». Tanto da produrre alcuni video andati in onda anche su Sky. E poi la cucina: «Paolo era un creativo e la sua fantasia la mostrava anche in cucina preparando il pesce, in particolare, in maniera straordinaria».


Una capacità ben conosciuta dagli amici che a sua insaputa lo iscrissero a una puntata della “Prova del cuoco”, seguitissimo talent show culinario su Rai Uno condotto, in quegli anni, da Isabella Isoardi, che Ferrari, assieme alla squadra, riuscì anche a vincere. Era fatto così: con modi lievi e col sorriso, raggiungeva il risultato. Il più importante è il rapporto profondo con la moglie che ieri, per salutarlo, gli ha dedicato una lettera. «Tra nascere e morire ci deve essere un senso. Ho riflettuto e credo si l’amore – ha scritto Delia – il bene donato, un gesto o un sorriso fatto al momento giusto, la gioia di vivere e le passioni che siamo riusciti a trasmettere, i valori in cui crediamo. Ecco, credo che sia questo quello che resterà di noi nella memoria delle persone incontrate. Ringrazio Paolo per la meravigliosa strada percorsa assieme, lui è stato il mio campione di vita, il mio eroe nell’affrontare con gioia e voglia di vivere anche la malattia».

Anche la consigliera comunale di Bagnolo Mara Bertoldi, amica d’infanzia di Ferrari, e l’associazione subaqcuea Sesto Continente di Reggio, hanno voluto ricordare Ferrari. «La sua calda e spontanea simpatia saranno un ricordo e un regalo che lui ha fatto a tutti noi – hanno scritto – Persino nell’affrontare la malattia ci ha impartito una lezione di coraggio che non dimenticheremo. Avremo un grande vuoto, un grande dolore, ma è il prezzo che paghiamo quando perdiamo una persona molto amata». I funerali di Paolo Ferrari si svolgeranno sabato alle 15 nella chiesa di San Pietro, nel quartiere Espansione Sud della città di Correggio.