Palpeggiamenti e molestie al Parco delle Caprette, polizia e carabinieri a caccia del maniaco

Allerta di polizia e carabinieri dopo due segnalazioni e una denuncia per palpeggiamenti e atti osceni. Tutte le donne descrivono lo stesso uomo

REGGIO EMILIA. Si nasconderebbe fra i cespugli e le piante lungo il Crostolo, appostato in attesa del passaggio di una donna sola. Quindi uscirebbe allo scoperto, iniziando a seguirla rivolgendole parole offensive a sfondo sessuale. Per poi arrivare oltre, fino ai palpeggiamenti.

È allarme massimo in queste ore per una serie di aggressioni a sfondo sessuale avvenute all’interno del noto e frequentatissimo Parco delle Caprette, fra San Pellegrino e Rivalta, nelle ultime settimane.


A indagare, rafforzando al contempo il controllo della zona, la questura e i carabinieri. La polizia ha infatti ricevuto «due segnalazioni», fanno sapere da via Dante, «relative a episodi di aggressioni a scopo sessuale» lungo il Crostolo a seguito delle quali ha «intensificato i servizi di vigilanza e monitoraggio della vasta area, anche attraverso l’impiego di agenti a piedi e in sella a biciclette» con lo scopo di «approfondire i fatti» e in «ottica preventiva».

Nel frattempo la Squadra Mobile sta indagando con la massima priorità per verificare quanto segnalato. Nella zona del parco sono attivi anche i carabinieri della Compagnia di Reggio Emilia, ai quali è stata presentata una denuncia sempre per un’aggressione a scopo sessuale, avvenuta nel medesimo tratto.

Un impegno massimo, quello di carabinieri e questura, segno che evidentemente gli episodi segnalati e denunciati sono stati ritenuti credibili e meritevoli di approfondimenti.

Il primo episodio risale al 23 marzo ed è raccontato nella denuncia presentata ai carabinieri. Quel martedì, nel primo pomeriggio, il molestatore si è accanito su una 30enne che stava camminando nel parco, mostrandole i genitali e arrivando a palpeggiarla.

Il sospetto che non si tratti di un gesto isolato di un molestatore “occasionale” è arrivato nelle settimane successive, quando alla questura sono pervenute due segnalazioni che denunciavano altre due aggressioni, avvenute in giorni distinti e con la medesima dinamica della prima.

Da qui la decisione di mettere in campo pattuglie e controlli rafforzati per episodi considerati «gravi» dagli investigatori e «meritevoli di approfondimenti».

Intanto la notizia delle molestie ha allarmato molti reggiani, alimentata da un tam tam diffuso via social e sulle chat di gruppo: «Ragazze attente – recita il messaggio – in zona Parco delle Caprette da qualche giorno c’è un uomo che si nasconde tra gli alberi e segue le ragazze. Non andate da sole e spargete la voce».

L’ultimo, gravissimo, episodio di aggressione ai danni di una donna al Parco delle Caprette risale al 18 luglio 2015, quando venne aggredita e abusata una turista veneta di 24 anni. Uno stupro che, ad oggi, resta ancora senza un colpevole. In quel caso il violentatore, per colpire, scelse un luogo isolato e circondato dai campi: il percorso ciclo-pedonale che affianca il Crostolo, verso Rivaltella.

La giovane, soccorsa da due ciclisti, aveva poi raccontato ai carabinieri come l’uomo avesse iniziato a seguirla da prima per poi afferrarla dopo qualche metro mettendole una mano sulla bocca, trascinarla in mezzo alla boscaglia e abusare di lei.