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Una targa in memoria di Carlo Simonazzi trucidato dai nazisti il 24 aprile 1945

La cerimonia d’inaugurazione organizzata da “Tempi nuovi” per domenica alle 10 a fianco della chiesa di San Bernardino

NOVELLARA. Nel novero delle meritevoli celebrazioni istituzionali dedicate ai caduti della Resistenza, spicca l’iniziativa civica promossa dal comitato “Tempi nuovi” di San Bernardino per ricordare Carlo Simonazzi, partigiano della 77ª Brigata Sap trucidato dai nazisti contro le mura della rocca di Castelnovo Sotto, il 24 aprile 1945, il giorno prima della Liberazione.

Simonazzi cadde in una delle ultime battaglie che ancora imperversavano nel Reggiano – tra orde di nazisti in ritirata e fascisti allo sbando da una parte, e comandi partigiani supportati dalle truppe alleate dall’altra – mentre stava compiendo un’azione partigiana mirata alla liberazione di alcuni partigiani catturati dalle brigate nere.


Per ricordare la figura di Simonazzi, a 76 anni dal suo assassinio, domenica 25 aprile alle 10 sarà inaugurata una targa a lui dedicata sul lato destro del parco a fianco della chiesa di San Bernardino.

Alla cerimonia, che inevitabilmente si terrà in forma ristretta per le disposizioni anti-Covid 19, saranno presenti Mauro Consolini, Fabrizio Quagliata e Giuseppe Lasagni, rappresentanti dell’associazione “Tempi nuovi” che ha promosso l’iniziativa; i famigliari di Carlo Simonazzi; il parroco di Novellara, Giordano Goccini, che ha concesso il nullaosta per la posa della targa su terreno parrocchiale; il presidente della sezione novellarese dell’Anpi Mirco Marastoni, che deporrà una corona ad honorem col Tricolore; il sindaco di Novellara, Elena Carletti, e il comandante dei dei carabinieri di Novellara, Pasqualino Lufrano.

In una nota, i tre rappresentanti del comitato civico spiegano il senso dell’iniziativa: «La comunità di San Bernardino pianse due martiri della Resistenza. Uno era Posacchio Malaguti, cui il Comune il 25 Aprile di due anni fa ha dedicato una via proprio davanti alla chiesa. Abbiamo pensato che fosse giusto ricordare anche l’altro martire, Carlo Simonazzi, con la posa di una targa simbolica, perché quella di Simonazzi è una storia che merita di essere raccontata per dare il giusto riconoscimento alla figura di un patriota sambernardinese lasciato per troppi anni nell’oblio. Peraltro, due cugini di Franco Simonazzi, i fratelli Alvaro e Arvedo, anch’essi partigiani trucidati dai nazi-fascisti, sono degnamente ricordati a San Rocco di Guastalla, luogo dove vivevano, con una via a loro dedicata».

I dettagli delle vicende che hanno portato alle barbare uccisioni dei due martiri sambernardinesi Carlo Simonazzi e Posacchio Malaguti alla vigilia della Liberazione sono ben descritti nel libro edito nel 2016 dal figlio di quest’ultimo, Franco Malaguti, intitolato “25 Aprile 1945, giorni di passione e di gloria al Carrobbio: quattro case e un pugno di eroi”.

I due, abitanti in località Carrobbio, persero la vita in due distinte azioni partigiane, ma correlate tra di loro, quindi la posa della targa dedicata a Simonazzi, proprio di fronte alla via intitolata a Posacchio Malaguti, ha un alto valore simbolico. In mezzo corre via San Bernardino, la cui comunità finalmente rende il giusto tributo a entrambi. —

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