Reggio Emilia si avvicina alla zona gialla, il sindaco: «Riaperture sì, ma con prudenza»

L’appello di Luca Vecchi: «Ancora tanti contagi». Pronti a riaprire i centri sociali. Già al lavoro per i campi estivi dei bambini

REGGIO EMILIA. «È il tempo delle riaperture, ma serve prudenza: il Covid ci ha insegnato che a un allentamento delle restrizioni segue un aumento dei contagi, e che la socialità è incompatibile con il contenimento del virus». Quello del sindaco Luca Vecchi è un appello all’equilibrio e alla collaborazione in vista della ripartenza che, come ha affermato ieri il presidente della Regione Stefano Bonaccini, potrebbe coincidere con l’ingresso dell’Emilia-Romagna in zona gialla, da lunedì 26 aprile. «Se sbagliamo qualcosa adesso – sottolinea il sindaco – tra due, tre settimane ci ritroveremo a dover fare dieci passi indietro. Ci stiamo giocando l’estate».

Eppure qualcosa si muove. Ad esempio, anche grazie al modello reggiano, si parla di riapertura dei centri sociali.


«Martedì ho partecipato, come delegato dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), a un incontro con il ministro del Lavoro Andrea Orlando, il ministro della Salute Roberto Speranza e rappresentanti del Terzo settore. L’obiettivo era riflettere sulla riapertura delle attività associative degli anziani in sicurezza. Un’iniziativa molto importante perché la popolazione anziana è stata la più colpita dalla pandemia, e in termini di morti e in termini di restrizioni, e considerando che la stragrande maggioranza degli anziani ora è vaccinata è giusto fare in modo che ritrovino i loro momenti di socialità. Nei centri sociali, ma anche negli orti o in certi impianti sportivi, come quelli delle bocce. Vista l’esperienza e la qualità dei servizi offerti a Reggio, nei prossimi giorni incontrerò Arci e Ancescao, riferimenti fondamentali dei centri sociali nella nostra città, per definire linee guida che poi potranno essere usate per la riapertura anche a livello nazionale».

Un po’ quello che era successo l’anno scorso con “Prove di futuro”, il percorso che ha portato alla riapertura delle attività didattiche per la fascia 0-6 anni. Quest’estate si ripeterà l’esperienza dei centri estivi?

«Assolutamente sì. Abbiamo già avviato un confronto con sessanta soggetti gestori per rilanciare l’operazione dei campi estivi che l’anno scorso ha coinvolto migliaia di bambini. “Prove di futuro” è stata un successo anche per quel che riguarda i protocolli: ci ha permesso appunto di metterci alla prova e arrivare pronti alla riapertura di nidi e scuole in settembre, con anche il progetto della “Scuola diffusa”».

A proposito di riapertura delle scuole, il governo ha fatto un dietrofront sul rientro in classe in massa alle superiori. Anche lei aveva espresso perplessità sulla ripartenza al 100%.

«È positivo che il governo abbia deciso di raccogliere l’allarme che arrivava dai territori, non solo da me. Non saremmo stati in grado di riorganizzare il trasporto pubblico e gli orari delle lezioni in così poco tempo. Io credo che si sia trovato un buon equilibrio con la presenza al 50%, non avrebbe senso accelerare per poi tornare indietro tra qualche settimana. Attualmente a Reggio abbiamo 50 classi, cioè mille ragazzi, in quarantena. Manca poco più di un mese alla fine dell’anno scolastico, se sbagliamo qualcosa tra due settimane potrebbero raddoppiare».

Dal 26 aprile in zona gialla si potrà tornare a teatro, al cinema, nei musei. Reggio è pronta?

«Prontissima. Non credo ci sia futuro, né possibilità di rilancio, se non si riesce a garantire l’attività culturale anche in un momento in cui l’emergenza non è finita. Finora i luoghi della cultura erano chiusi da decreto e noi non avevamo margine di manovra, ma adesso cambia tutto e l’estate ci darà una mano: il festival di Fotografia Europea avrà sette, otto mostre all’aperto e anche i chiostri di San Pietro, piazza della Vittoria, la Reggia di Rivalta diventeranno protagonisti di un’estate all’insegna della cultura. Sarà emozionante riaprire i teatri, i cinema, i musei. La società che sospende la libera espressione creativa paga un caro prezzo nel breve e nel lungo periodo».

Non possiamo non parlare del commercio, ancora una volta in balìa di decisioni comunicate all’ultimo.

«Posso dire che noi sosterremo la ripartenza del settore, ad esempio valorizzando e ampliando le distese in modo da poter garantire maggiore sicurezza, e speriamo che il governo ripeta l’esonero dalla Tari e dal Cosap, il canone sull’utilizzo del suolo pubblico. Insieme ai commercianti, però, dobbiamo trovare un modello sostenibile, che tenga conto delle loro esigenze ma anche del contesto. L’anno scorso in questo periodo eravamo in lockdown e in estate eravamo arrivati a zero casi al giorno, adesso ne abbiamo 150. E continuano a morire le persone. Dobbiamo ripartire, ma in modo responsabile, non siamo ancora fuori dall’emergenza». —

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