Parrucchieri aperti anche il Primo Maggio Via libera del Comune, rabbia dei sindacati

Concessa una deroga anche a estetisti e tatuatori: «L’amministrazione ci ripensi, snaturato il carico simbolico della festa»

Luciano Salsi

reggio emilia. È impossibile, per i sindacati accettare che non si sospenda un’attività nella festa dei lavoratori. La nostra città è sempre stata all’avanguardia nella tutela dei loro diritti. Eppure il Comune ha accolto la richiesta dei parrucchieri, estetisti e tatuatori di tenere aperti i negozi il Primo Maggio.


Le organizzazioni confederali che ne rappresentano i dipendenti protestano e chiedono all’amministrazione municipale di ripensarci e confermare la chiusura prevista dal regolamento. La decisione dell’apertura è stata presa ieri nel corso dell’incontro a cui Mariafrancesca Sidoli, assessore comunale alle Attività produttive, aveva invitato i rappresentanti delle associazioni di categoria aderenti a Cna, Lapam-Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti e dei sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, che rappresentano gli addetti ai servizi alla persona.

I datori di lavoro chiedevano una deroga alle chiusure del 25 Aprile e Primo Maggio per compensare in parte le perdite subite a causa della pandemia. I sindacati si opponevano e il Comune ha mediato sospendendo la chiusura per il Primo Maggio, che è un sabato, e non per la festa della Liberazione, che è la prossima domenica.

«Così – obiettano i sindacati – si snaturano il senso e il valore intrinseco della festività del Primo Maggio mettendo questa data, con tutto il suo carico simbolico, in secondo piano». A loro parere l’amministrazione dovrebbe dare la priorità a questa festa piuttosto che alle pur legittime istanze delle imprese e ad interessi puramente economici.

Tanto più che la deregolamentazione è totale nel commercio e nella grande distribuzione organizzata, che possono sempre tenere aperti gli esercizi, mentre nei servizi alla persona il regolamento comunale obbliga a rispettare le feste di Capodanno, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 Aprile, Primo Maggio, Natale e Santo Stefano.

«Le aperture – osserva Luca Chierici, segretario provinciale della Filcams – sono consentite in altre cinque festività ma non è concedendone una sesta in deroga il Primo Maggio che si cambia la sorte delle imprese interessate». Cosa avverrà se il Comune non dovesse tornare sui suoi passi imponendo la chiusura? In teoria i lavoratori possono sempre far valere il diritto di festeggiare.

«Il lavoro festivo – sottolineano i sindacati – è sempre volontario e facoltativo e chi si rifiuti di lavorare in occasione di una festività ha comunque diritto alla retribuzione e non può essere sanzionato». Tuttavia in questo settore i dipendenti sono pochi, in media non più del doppio dei titolari.

«È difficile – eccepisce Chierici – che in queste condizioni riescano a respingere la richiesta di recarsi al lavoro». Esiste, per giunta, l’eventualità che l’esempio di Reggio sia seguito dagli altri comuni della provincia. —

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