Omicidio di Floyd, l’ex agente rischia 75 anni di carcere La felicità di Biden

Il presidente «Gran passo contro il razzismo» Il procuratore del Minnesota: «Nessuno è sopra la legge»

MINNEAPOLIS. Finita l’esultanza per lo storico verdetto che ha dichiarato tre volte colpevole l’ex agente di polizia Derek Chauvin per l’omicidio dell’afroamericano George Floyd, negli Usa si apre l’interrogativo sugli effetti concreti che la condanna porterà con sé. Quelli più immediati, riguarderanno l’ex agente che ora attende di sapere quale sarà l’entità della sua pena. La sentenza, ha detto il giudice, si avrà non prima di 8 settimane. Chauvin può essere condannato a un massimo di 40 anni, ma se vengono riconosciute le aggravanti in teoria può arrivare a 75. Poi ci sono gli effetti, a medio-lungo termine, sulla società americana, e quelli sono ancora tutti da scoprire e da costruire, come ha detto il presidente Usa Biden.

LA SPINTA DI BIDEN


La sentenza – ha evidenziato il presidente dalla Casa Bianca – è stata un grande passo avanti nella lotta contro il razzismo sistemico del Paese, ma non ci si può «fermare qui». «I can’t breathe», queste sono state le ultime parole di George Floyd, ha detto Biden parlando alla nazione con al fianco la vicepresidente Kamala Harris, dopo la lettura del verdetto, «non possiamo lasciare che quelle parole muoiano con lui». Il presidente ha quindi invitato il Senato ad approvare il pacchetto di riforme della polizia intitolato a Floyd. Per Biden, il Paese deve affrontare l’odio per «cambiare i cuori e le menti, nonché le leggi e le politiche». La fidanzata di George Floyd, Courteney Ross, dal canto suo, commentando la sentenza non ha dubbi che si sia trattato di «un grande giorno per il mondo». Parlando davanti al tribunale ha affermato: «La mia testimonianza è stata fedele a quello che eravamo. Come disse Floyd quando per la prima volta ci incontrammo, “La verità è qui”. Quindi la verità è qui, e ora la giustizia è qui».

VERA GIUSTIZIA

Quella vera giustizia di cui in America c’è grande bisogno, come ha dichiarato Keith Ellison, il procuratore generale del Minnesota, parlando all’esterno dell’aula. «Abbiamo bisogno di vera giustizia... Nessuno è al di sopra della legge e nessuno è al di sotto di essa» ha aggiunto, per poi ringraziare quanti hanno reso possibile il processo, in primis chi registrò il video che fece il giro del mondo. Con un discorso appassionato, il ministro della Giustizia dello Stato ha esortato tutti «a onorare l’eredità di George Floyd con calma, in maniera legale e pacifica». E ha aggiunto che il processo ha messo in mostra un «fiorire di umanità», ovvero tutti quelli che in qualche modo hanno avuto un ruolo nel processo e nella condanna di Derek Chauvin: chi registrò il video, chi ha cercato di intervenire e si è fatto avanti per testimoniare. «Si sono fermati e hanno alzato la voce perché sapevano che quello che vedevano era sbagliato».

«E George Floyd – ha aggiunto il ministro – ha innescato un movimento mondiale. Questo verdetto ci mostra quanto sia difficile fare un cambiamento duraturo».

EROE PER CASO

E nel frullatore di reazioni e festeggiamenti nelle strade fra i manifestanti che hanno seguito, con la loro presenza fissa, le fasi del processo, diventa protagonista una ragazza diciottenne. È Darnella Frazier. Chiamata a testimoniare al processo, la ragazza aveva spiegato cosa la motivò, la sera del 25 maggio 2020, a restare ferma sul marciapiede, in piedi, a riprendere tutta la scena con il cellulare. Stava scrivendo la storia senza rendersene conto. Floyd sdraiato a terra mentre supplicava l’agente di lasciarlo respirare, e Chauvin, impassibile, con il ginocchio premuto sul suo collo. Il video finì sui social e scatenò proteste in tutti gli Stati Uniti. Il movimento “Black Lives Matter” attraversò l’America. Quando decise di usare il cellulare come telecamera, Darnella lo fece perché in Floyd aveva visto i suoi parenti e amici: «Poteva essere uno di loro», ha raccontato. «Quando guardai Floyd – ha aggiunto – vidi mio padre, i miei fratelli, i miei cugini, i miei zii». —