Nel 2009 fu ucciso per strada il messo comunale Becchi

E ancora prima, nel 1991, per gelosia e vendetta venne assassinata l’impiegata Alida Bartoli e ferito il marito nei locali di una cooperativa 

NOVELLARA. A tanti novellaresi venuti a conoscenza della sparatoria di martedì che ha causato il ferimento di una persona sono tornati alla mente altri due fatti di sangue avvenuti rispettivamente nel 2009 e nel 1991.

In quelle occasioni le conseguenze furono più gravi, con due vittime. Sono le 16.15 del 17 febbraio 2009 quando il messo comunale Raul Becchi sta tranquillamente passeggiando sotto i portici di corso Garibaldi, in centro a Novellara, in compagnia di due amici. Arrivato all’altezza del bar Mari, il 63enne viene avvicinato da Carmelo Signorino, 59 anni, che gli scarica addosso, a bruciapelo, una decina di colpi di pistola. L’omicida vien subito bloccato dai due amici della vittima e da un altro cittadino, prima dell’arrivo della polizia municipale e, infine, dei carabinieri di Novellara. Becchi, agonizzante, viene trasferito d’urgenza da un’ambulanza della Croce Rossa di Novellara al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove muore poco dopo il suo arrivo. Si saprà poi che Signorino sparò per futili motivi. Riteneva Becchi membro di una «banda» che – a suo dire – lo perseguitava. Fu giudicato seminfermo di mente e condannato a 11 anni di reclusione, oltre all’applicazione, una volta espiata la pena, della misura di sicurezza non inferiore a tre anni in una casa di cura e custodia, essendo stato giudicato socialmente pericoloso.


Il secondo fatto di sangue risale alla mattina del 16 febbraio 1991 quando Francesco Porcu, ex dipendente di una cooperativa agricola di Novellara, uccide a colpi di pistola, negli uffici della società, una ex collega, l’impiegata Alida Bartoli di 30 anni, ferendo anche suo marito e un altro dipendente. L’omicida, già pregiudicato, entra all’improvviso nei locali della cooperativa scaricando l’intero caricatore di una 357 Magnum. Porcu poi fugge asserragliandosi in un bar non molto distante, dove viene bloccato e arrestato. Alida Bartoli, colpita all’addome, muore durante il trasporto all’ospedale di Reggio. Fu confermato dal vicequestore Antonio Russo che Porcu ha sparato per motivi di gelosia: era convinto che la moglie avesse una relazione con uno dei due feriti. —

A.C.

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