Marco Gibertini condannato a un anno e mezzo

Commercialista Macchiaverna sotto scacco: la Corte ha derubricato l’accusa in tentata truffa. Chiesti dal pm 6 anni di cella

Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA. Ancora una condanna per il volto tv Marco Gibertini che sta scontando, in carcere a Parma, la pena definitiva di Aemilia (9 anni e 4 mesi) per concorso esterno all’associazione mafiosa.


Il nuovo verdetto – un anno e mezzo di reclusione – è giunto ieri in serata per la vicenda in cui il 55enne è accusato di tentata estorsione (con l’aggravante mafiosa) nei confronti del commercialista reggiano Mauro Macchiaverna. Il pm antimafia Francesco Caleca ha chiesto una condanna a sei anni di reclusione, mentre l’avvocato difensore Liborio Cataliotti ha replicato, terminando l’arringa con la richiesta dell’assoluzione per il suo assistito. Il collegio giudicante – presieduto da Giovanni Ghini, a latere le colleghe Donatella Bove e Silvia Semprini – ha derubricato l’accusa in tentata truffa. La Corte dovrebbe aver mantenuto l’aggravante mafiosa, ma questo punto verrà chiarito nelle motivazioni della sentenza. Al termine l’avvocato Cataliotti non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Secondo la Dda di Bologna, dopo che il commercialista Macchiaverna era finito sotto pressione estorsiva da parte di un ex cliente dello studio, nell’aprile 2014 Gibertini si sarebbe poi inserito con minacce al professionista, a cui riferiva “di avere avuto incarico dai mandanti della estorsione – si legge nel capo d’imputazione – di fornire informazioni sulle abitudini di vita” dell’allora fidanzata. Parole mirate in modo di “fare intendere l’esistenza di rischi per l’incolumità della donna” e così Gibertini “compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere il commercialista a corrispondergli una imprecisata somma di denaro in corrispettivo di un suo intervento a tutela” sia della donna (che il giornalista conosceva) sia del professionista. E avrebbe agito come longa manus della cosca ’ndranghetista egemone nel Reggiano. —

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