Il Cersaie si farà a fine settembre e sarà in presenza

Già opzionato l’80% degli spazi  Dal 27 al 1° ottobre la grande  fiera a Bologna. Calzolari:  «L’obiettivo è assicurare  un contesto in sicurezza» 

CASALGRANDE. Il Cersaie si farà. La principale fiera internazionale per la ceramica e l’arredobagno si svolgerà in presenza a Bologna a fine settembre, dopo un anno di pausa forzata.

Confindustria Ceramica da tempo stava lavorando per riproporre l’evento, cruciale come simbolo di ripresa e come luogo di contatto fra operatori. L’80% degli spazi espositivi è già stato opzionato, nella metà dei casi da aziende e realtà estere. Nei giorni scorsi è arrivato il via libera legislativo, con la conferma del calendario delle riaperture in Italia.


Dal 1 luglio anche le fiere potranno riprendere la loro attività, come annunciato dal primo ministro Draghi e dal ministro Speranza pochi giorni fa; un provvedimento atteso da un settore che – fra organizzatori e indotto – si trova ormai in forte difficoltà. Con questa certezza a dare respiro, il Cersaie è pronto a riproporsi nell’edizione in programma dal 27 settembre al 1 ottobre nei padiglioni dell’area fieristica di Bologna. Non sarà un’annata normale, sarebbe impossibile pretenderlo; i protocolli di sicurezza, gli alloggi e i collegamenti dovranno adeguarsi al periodo, e saranno magari l’occasione per mostrare qualche novità del settore.

«La sicurezza è la nostra priorità: in Fiera con l’applicazione di protocolli rivolti a ogni aspetto del “vivere in sicurezza il quartiere fieristico” (dagli ingressi ai percorsi di visitazione, dalla ristorazione alla logistica, ndr) e, anche al “vivere la città”, con un importante lavoro sinergico con gli altri attori della filiera di attività che intervengono nell’esperienza fiera (Aeroporto, trasporti, alberghi, ndr). Il nostro obiettivo è offrire un contesto in cui espositori e operatori potranno concentrarsi sul business e a sviluppare nuove relazioni commerciali in tutta tranquillità», spiega il presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari.

Con il 40% di operatori esteri pronti a raggiungere l’Emilia, e l’80% degli stand già opzionati, in attesa solo di un via libera definitivo, le prospettive appaiono buone, anche per arrivare alla piena operatività. E per dare sostegno al comparto ceramico italiano, quello che nella vallata del Secchia attorno a Sassuolo, fra il Reggiano e il Modenese, ha il suo cuore. In questi mesi, si è andati avanti adeguandosi ai cambiamenti del mercato, fisiologicamente più attento alle abitazioni private e alla salute rispetto al passato.

«I prolungati periodi di permanenza nelle abitazioni dovuti al lockdown hanno determinato un maggior interesse da parte dei consumatori per la riqualificazione degli ambienti della casa, anche in termini di salubrità. Questa ha generato una maggiore attenzione verso i materiali ceramici, l’arredobagno, le cucine, l’outdoor, l’illuminazione, il wellness e le finiture di interni, tutti settori presenti nell’edizione 2021», spiega il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani. —

Adr.Ar.

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