«Giovanelli multato per aver violato norme che come presidente dovrebbe difendere»

Davoli contro il numero uno del Parco: «Ha già pagato Ora pensi alle dimissioni. Informerò il ministro Cingolani»

Castelnovo Monti. Il presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli, è stato sanzionato per il movimento di terra vicino alla sua abitazione. A darne notizia è Alessandro Raniero Davoli, consigliere di opposizione a Castelnovo Monti e nell’Unione dell’Appennino, esponente di centrodestra, che aveva già reso pubblico l’intervento a suo parere non adeguatamente comunicato agli uffici competenti. «Lunedì pomeriggio – afferma – ho partecipato alla conferenza dei capigruppo, assieme al sindaco di Castelnovo Enrico Bini e gli altri capigruppo consiliari Nadia Vassallo (Castelnovo ne’ Cuori), Luca Maioli (M5S), Giorgio Caselli (gruppo misto), Carlo Boni (Castelnovo per l’Appennino). Clamore ha sollevato la sanzione, imposta a Castelnovo dai carabinieri forestali, al presidente del Parco nazionale tosco-emiliano, l’ex senatore Fausto Giovanelli».

«Ho avuto conferma dal sindaco Enrico Bini che, a seguito di un controllo chiesto a carabinieri dall’Ufficio tecnico comunale, la sanzione è stata irrogata per la mancata comunicazione dei lavori di movimento terra, effettuati, committente il presidente Fausto Giovanelli, nel terreno di sua proprietà, adiacente alla casa di abitazione, sita in via Roma, che condivide con il fratello avvocato Danilo Giovanelli. I lavori – spiega – si sono svolti dal 24 al 26 marzo, in area sottoposta a vincolo idrogeologico. Chi doveva ricevere la comunicazione, obbligatoria, è l’ufficio dell’Unione Montana, Servizio programmazione e tutela del territorio. La sanzione è stata immediatamente pagata da Fausto Giovanelli». «Questo rafforza la non poca sorpresa che ha sollevato la vicenda nei concittadini dell’ex senatore – va avanti –. I commenti si sprecano, dato che, proprio come presidente del Parco nazionale, Giovanelli si dovrebbe impegnare a far rispettare le norme poste a tutela del territorio montano, prezioso ma fragile proprio per problemi di natura idrogeologica. Solo la scorsa settimana ha fatto rumore la serie di severi divieti imposti dal Parco nazionale, relativi agli sport consentiti attorno e sopra la Pietra di Bismantova, con la motivazione della tutela della stessa. Persino ai cicloturisti verrà impedito di salire sul pianoro di Bismantova, oltre che dal sentiero che parte dal rifugio, anche per i due accessi stradali dai quali mezzi a motore, trattori ed altro, transitavano per il taglio della legna, molti anni addietro, per la fienagione e tuttora per la manutenzione del verde».


«Questi divieti emessi grazie alla particolare sensibilità ambientale di Giovanelli e del Consiglio del Parco, sono stati una sorpresa dello stesso sindaco Enrico Bini, che li ha potuti conoscere solamente dai giornali. Tanto che ha dichiarato, di fronte a noi capigruppo consiliari, di essere amareggiato per la scarsa se non nulla considerazione istituzionale dimostrata dal presidente Giovanelli – racconta –. Nulla è stato né concertato né comunicato al sindaco di Castelnovo Monti». Conclude Davoli: «A Giovanelli chiedo se non sia il caso di rassegnare le dimissioni da presidente del Parco nazionale, per aver violato le norme che lui stesso è chiamato a difendere. In alternativa gradirei mi spiegasse Giovanelli se le leggi della Repubblica valgono solo per i comuni cittadini. Sarà mia cura informare il neo ministro alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, competente per i Parchi Nazionali, di quanto accaduto». Interpellato dalla Gazzetta sulla vicenda, Giovanelli preferisce non commentare. —

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