Riccardo, 78enne e invalido: «Ho la priorità per il vaccino anti Covid, ma non riescono a mettermi in lista»

L’odissea di Riccardo Alessandri, 78enne e invalido: «Aspetto da quasi due mesi che qualcuno mi chiami»

REGGIO EMILIA. Il suo nome viene inserito nell’elenco dei pazienti con priorità e poi ogni volta, non si per quale motivo, scompare. E così Riccardo Alessandri, che ha 78 anni, un certificato di invalidità e una sfilza di patologie («Farei prima a dire i problemi che non ho»), non ha ancora ricevuto la prima dose del vaccino. «E non ho nemmeno un appuntamento», dice.

Prima di contattare la Gazzetta di Reggio le ha provate tutte, ma non è riuscito a risolvere il suo problema: «Ho chiamato più e più volte i numeri verdi e quelli indicati dall’Ausl per avere informazioni – racconta – ma ogni volta che ho preso la linea (spesso il numero era occupato o non raggiungibile) era sempre la stessa storia: operatrici e operatori molto cortesi mi dicevano di stare tranquillo, che sarebbe arrivato il mio turno, ma il mio turno non è arrivato. Ora diranno che mi sono rivolto alla Gazzetta per diventare famoso, ma non so davvero cosa fare. Ho chiesto anche il numero della direttrice dell’Ausl Cristina Marchesi e del sindaco Luca Vecchi, volevo parlare con loro e chiedere se potevano aiutarmi, ma non me l’ha dato nessuno».

Il primo messaggio sul telefonino risale al 12 marzo: «C’era scritto che a causa del mio stato di salute rientravo nella categoria prioritaria, e che non avrei dovuto prenotare il vaccino in altri modi ma sarei stato contattato dall’Ausl», spiega Alessandri, che poi aggiunge: «Avevo già telefonato al mio farmacista per prendere appuntamento per la prenotazione del vaccino, ma dopo questo messaggio l’ho annullato». Passano i giorni, ma il cellulare non squilla. «Allora ho iniziato a chiamare. Tutti quelli che mi rispondevano mi dicevano: stia tranquillo, la chiamiamo entro la fine del mese. Finisce marzo e niente. Allora richiamo, stessa storia, tutti molto gentili ma sempre le solite parole: stia tranquillo. A un certo punto mi viene il dubbio, chiedo: può controllare se sono in elenco? Certo, mi risponde la signorina. E poi mi dice che non ci sono. Mi può inserire?, le chiedo. Certo, mi dice».

Ma qualcosa non funziona e in quell’elenco il suo nome non ci finisce: «Ho chiamato altre tre volte, ogni volta hanno dovuto reinserire il mio nome. Domenica scorsa mi sono stufato e sono andato al Parco Tegge di Felina (io ho la residenza a Reggio ma ho una casa a Marola, e adesso sono qui): una dottoressa molto gentile mi ha ascoltato, ha cercato il mio nome in elenco e non l’ha trovato. Mi ha detto di stare tranquillo, che ci avrebbe pensato lei... ma ormai so già cosa succederà. Il problema – conclude – è che per me anche un colpo d’aria può essere pericoloso, figuriamoci il Covid. E poi, dico la verità, io potrei smontare e rimontare un camion ma il telefonino non lo so usare. Potrebbero chiamarmi invece di mandare il messaggino? Ho solo bisogno di questo: che mi chiamino e mi dicano dove andare e quando per il vaccino».