«Te ne sei andato facendo ciò che amavi»

Sant'Ilario, il dolore di Daniele figlio del 59enne vittima dell’incidente di Cremona. Forse oggi la decisione della Procura sull’autopsia

SANT'ILARIO. «L’unica piccola consolazione è che te ne sei andato facendo quello che amavi di più, ma fa un male cane. Ciao grande Maio». Dieci ore dopo la morte di Carlo Maestri nel tragico incidente avvenuto a Cremona durante un lancio con il paracadute, è così che il figlio Daniele, nel cuore della notte, saluta il padre: con un post struggente e una foto sulla propria bacheca Facebook.

Gli amici ancora stentano a credere a quanto sia accaduto e si stringono, addolorati, al giovane e alla famiglia. Maestri, che avrebbe compiuto i 60 anni a maggio, lascia una sorella, l’anziana madre e il figlio Daniele, di 36 anni, che vive a Londra e di cui era, come raccontano gli amici, molto orgoglioso.


La salma di Maestri si trova all’obitorio dell’ospedale di Cremona, dove oggi è attesa la decisione del magistrato – al lavoro il sostituto procuratore Milda Milli – su un eventuale accertamento autoptico. Le indagini su quanto accaduto pochi minuti prima delle 14 di sabato le stanno svolgendo gli agenti della squadra mobile della questura locale. Oltre al sequestro dell’attrezzatura del 59enne, saranno fondamentali le testimonianze raccolte da decine di persone. Tra questi, l’istruttore che era con Maestri durante il lancio di allenamento, Marcello Zulian, dello Sky Team di Cremona.

I due si sono lanciati da oltre 4mila metri di altezza e, dopo circa un minuto di caduta libera, si sono separati. Era a quel punto che Maestri avrebbe dovuto azionare il paracadute, ma qualcosa è andato storto. La vela di Maestri non si è aperta. Qualcuno ha affermato di averla vista compiere una rotazione su sé stessa. E mentre lo spazio che lo separava da terra continuava ad assottigliarsi, il 59enne non ha aperto in tempo il paracadute di emergenza, che avrebbe dovuto attivare entro i 600 metri di altezza. Lo ha fatto invece a 40 metri dal suolo.

Se si sia trattato di un guasto tecnico di una o di entrambe le vele potrà dirlo l’esame sull’attrezzatura. Ma continua a non essere esclusa l’ipotesi di un malore, un momentaneo mancamento che potrebbe avere rallentato Maestri. Un punto che, forse, l’autopsia potrebbe chiarire.

Per questo la salma non è ancora a disposizione della famiglia. Nei prossimi giorni sarà effettuato, forse dal figlio rientrato dall’Inghilterra, il riconoscimento e saranno consegnati ai famigliari gli effetti personali di Maestri.

L’uomo, parmigiano di origine, viveva a Sant’Ilario da una quindicina di anni, da quando si era separato dalla moglie. Meccanico di aerei per la Cgr Spa di Parma, era già in pensione. La passione per i lanci l’aveva maturata da alcuni anni, forse come naturale conseguenza alla sua familiarità con i velivoli leggeri utilizzati dalla ditta parmense specializzata in riprese aeree. Al suo attivo aveva già più di cento lanci, molti dei quali con lo Sky Team Cremona, ed era titolare di una licenza aeronautica.

Era anche un ex giocatore di calcio amatoriale. Continuava a vedersi con gli amici parmigiani che ora lo ricordano come uno sportivo frequentatore di palestre, appassionato di calcio e calcetto e, negli ultimi anni, di volo e lanci con il paracadute. Una passione con la quale stava contagiando anche non pochi di loro, che ora, invece, si ritrovano a piangerlo. —

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