Nasce lo staff tecnico per costruire la diga

Lo guida Matteo Catellani, attuale presidente del Consorzio di bonifica Emilia Centrale, chiamato a un nuovo incarico

Mauro Grasselli

VETTO. È un ulteriore passo verso la costruzione di un invaso sull’Enza. Ben difficilmente la diga da 100 milioni di metri cubi progettata dall’ingegner Marcello una quarantina di anni fa; più probabilmente un bacino da 230 milioni di metri cubi prospettata nel febbraio scorso alla Gazzetta da Meuccio Berselli, segretario dell’Autorità di bacino del Po.


Il passo consiste nella creazione di uno staff tecnico all’interno del Consorzio di bonifica Emilia Centrale, chiamato dalla Regione Emilia Romagna a redigere il progetto dell’invaso. Matteo Catellani, attuale presidente consortile, avrà il ruolo di coordinatore di questo staff tecnico. In un periodo in cui il Consorzio è al centro di molte pressioni, il nuovo ruovo di Catellani – la guida dello staff tecnico per la diga, appunto – potrebbe comportare novità all’interno della governance consortile. Cosa che emerge anche dalle parole pronunciate da Catellani nel corso dell’ultimo comitato dell’Emilia Centrale: «Questo traguardo – ha detto riferendosi al progetto-invaso – per noi è irrinunciabile. I postivi sviluppi dell’attività che questa amministrazione ha portato avanti in questi anni per risolvere la questione della carenza idrica in Val d’Enza fanno intravvedere la necessità di un impegno ancor più approfondito, dinamico e puntuale, a 360 gradi. Emerge dunque la necessità di seguire, anche a livello di governance, con maggior scrupolo i progetti che interessano la Val d’Enza, e in particolare quello relativo all’invaso». Catellani ha partecipato fin dal 2017, prima ancora di prender parte all’amministrazione del Consorzio, al processo che ha oggi portato le istituzioni a rivedere le posizioni sull’invaso sull’Enza. «Sono pronto a rendere disponibile il mio ruolo all’interno della governance consortile, pur di mantener fede impegno che ho preso per la Val d’Enza. Non va, infatti, dimenticato che il Consorzio si appresta ad affrontare altre importanti sfide, tra cui i lavori finanziati dal Psrn, la realizzazione della cassa d’espansione del Cavo Bondeno a Novellara, l’invaso di Villalunga e i lavori di sistemazione dell’idrovora di San Siro, che non vorrei venissero in alcun modo sacrificate».

Tornando al progetto-invaso, il Consorzio parte dallo studio del Distretto del Po consegnato al committente Regione Emilia Romagna, che ha scandito «una tabella di marcia che prevede, in caso di definitiva approvazione delle linee di finanziamento, azioni complesse e variegate e con scadenze e necessità ravvicinate da portare a termine in tempi utili, e in questo contesto il Consorzio di bonifica, come ente operativo dotato di uno staff di progettazione di livello, su richiesta stessa della Regione, è stato chiamato a redigere il progetto che porterà alla realizzazione di un invaso in grado di compensare il pesante deficit idrico della valle che si ripercuote sulle economie e sull’ambiente di Reggio Emilia e Parma». Per questo l’ente consortile ha ideato «una squadra tecnica dedicata alla sfida che affronterà questo percorso ambizioso sotto la guida dell’attuale presidente del Consorzio, Matteo Catellani, da sempre paladino e conoscitore delle dinamiche valligiane ed espressione riconoscibile di quella fetta di comprensorio e dei suoi valori». —

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