L’obiettivo seguente: mettere in sicurezza le torri dei 4 colli

Urgente l’intervento su Monte Zane, il luogo in cui venne preparato l’incontro  guidato da Matilde da cui scaturì il Perdono concesso dal papa all’imperatore 

QUATTRO CASTELLA. Nei programmi dell’amministrazione comunale non c’è solo il recupero della cinta muraria del Bianello. Lo sguardo infatti è già rivolto a un altro ambizioso obiettivo: la messa in sicurezza delle torri dei quattro colli. Attualmente, di queste fortificazioni non restano che ruderi di torri e altre strutture. Le tracce dei fabbricati che componevano i borghi di Monte Zane e Monte Vetro sono da ricercare attraverso scavi archeologici come è stato fatto negli anni scorsi su Monte Lucio. L’idea è di approcciarsi all’intervento di recupero in modo multidisciplinare, coinvolgendo archeologi, architetti e ingegneri. Questo porterà ad avere un più dettagliato quadro conoscitivo generale propedeutico all’individuazione degli interventi più opportuni.

Uno degli obiettivi principali è la messa in sicurezza della torre di Monte Zane, luogo in cui venne preparato lo storico incontro del gennaio 1077 da cui scaturì il Perdono concesso da papa Gregorio VII all’imperatore Enrico IV, uno degli episodi della storia europea più conosciuti nel mondo. Matilde di Canossa fu la grande mediatrice di quel Perdono, dopo essersi schierata con decisione al fianco di papa Gregorio VII, nonostante l’imperatore fosse suo secondo cugino. La Grancontessa fu un personaggio di primissimo piano che arrivò a dominare tutti i territori italici a nord dello Stato Pontificio: la Lombardia, l’Emilia, la Romagna e la Toscana. La capitale militare delle sue terre era Canossa; quella religiosa, Carpineti, nel cui castello ebbe luogo il Convegno del 1092 durante il quale ecclesiastici e alleati di Matilde discussero le proposte di pace di Enrico IV. Quattro Castella va però considerata la capitale politica, perché l’episodio più celebre della storia matildica venne preparato appunto a Monte Zane, il quarto dei colli castellesi, dove tutt’ora esiste un imponente mastio di quello che un tempo era una delle quattro fortificazioni che difendevano Canossa dagli attacchi portati dalla pianura, compresa la calata da Nord di Enrico IV.


Monte Zane – altrimenti detto Monte Zagno, o Mongiovanni – è il più occidentale dei quattro castelli che danno il nome al paese. Dell’edificio originario oggi rimangono solo tre mura del mastio centrale. Secondo lo storico Andrea Balletti, fino alla metà dell'Ottocento la torre di Monte Zane era ancora integra e coperta dal tetto. Poi iniziarono i crolli, a causa del tempo e dei terremoti. Fino ad alcuni decenni fa, gli anziani del paese ricordavano il crollo della parete ovest del mastio, datandolo 1916. Lo storico torrione, ora semidiroccato, sembra resistere anche grazie all’abbraccio delle piante rampicanti. Un mastio che, come il castello di Bianello e i 4 colli, dal 2002 appartiene al Comune di Quattro Castella. L’edificio richiede un intervento rapido per evitare altri crolli, anche perché due delle tre facciate sono ormai separate da una profonda frattura, e perché le pietre che formano l’arco sovrastante l’antico portale sembrano sfidare la legge di gravità, simboleggiando alla perfezione l’instabilità dell’intera struttura.

Ma perché Monte Zane è così importante nell’episodio del Perdono? È convinzione degli storici che la preparazione del Perdono avvenne a Monte Zane, e in particolare nella cappella dedicata a San Nicola, citata dal monaco benedettino Donizone nella Vita Mathildis, la biografia della Grancontessa. —

M.G.

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