Contenuto riservato agli abbonati

Indignazione per la festa con musica e balli

Decine di ragazzi da Arnaldo, vicini e senza mascherine. Uno di loro diffonde i video sui social e scatta la protesta

RUBIERA. Decine di ragazze e ragazzi che ballano, altri seduti in lunghe tavolate senza separazione, con rade mascherine a comparire e, soprattutto, a scomparire. Sono immagini normali per un fine settimana sino a un anno fa, ma decisamente poco aderenti a questo periodo pandemico, quelle immortalate da un video girato sabato all’interno della clinica gastronomica Arnaldo, il notissimo ristorante nel cuore del centro storico di Rubiera, uno dei principali riferimenti per la cucina tradizionale emiliana. Il filmato è stato poi pubblicato su Instagram da uno dei presenti; da lì è stato preso e condiviso su una pagina Facebook rubierese generando segnalazioni a raffica. E il probabile interessamento delle forze dell’ordine, cui il materiale verrà inoltrato dal sindaco rubierese.

Cosa è successo? Una trentina di giovani residenti in zona si sono ritrovati per una festa di laurea, conclusa con tavoli ammassati e musica ad alto volume. Arnaldo ha sia ristorante che stanze per il pernottamento; i partecipanti hanno prenotato una stanza per la notte e hanno quindi potuto cenare nella struttura. Tutto regolare, sin qui; nel locale vi erano anche altri clienti estranei alla festa.


Rimanere vicini senza mascherine, ballando, chiacchierando in tavolate uniche create spostando gli arredi è invece una violazione di ogni prescrizione del periodo. Solo l’intervento del personale, quando la confusione è cresciuta, ha interrotto la “baracca”. Molti dei ragazzi a quel punto hanno preferito tornare direttamente nelle proprie case, rinunciando anche alla stanza prenotata e ormai inutile, senza più la possibilità di proseguire nella festa.

Tutta la vicenda è venuta a galla nella mattinata di ieri. La scintilla è stata la pubblicazione di spezzoni video della serata da parte di un 23enne rubierese che ha caricato i filmati nelle “storie” del proprio profilo Instagram. Il suo sabato, e quello di diversi amici, è iniziato su un palco del Mapei Stadium a Reggio Emilia per la partita del Sassuolo, ed è proseguito da Arnaldo, come testimoniato dai vari contenuti Instagram. Le immagini, pur non rappresentative di un’intera serata, raccontano di parecchie violazioni rispetto alle prescrizioni sanitarie: dalle distanze all’assenza di mascherine e al numero elevato di persone. Qualcuno evidentemente non ha gradito, ha registrato i video e ha deciso di farli girare. Le motivazioni potrebbero essere intrecciate: la rabbia per un evento non in sincrono con questo periodo così complesso; il malumore perché il ristorante, seguendo le indicazioni di legge e sfruttando la presenza delle camere, ha potuto continuare a lavorare, al contrario di altre realtà. Per non esporsi in prima persona, questo anonimo segnalatore ha usato un profilo Facebook che riporta nome, cognome e pochissimi altri dati. Con questa identità ha condiviso il tutto nella pagina Facebook “Sei di Rubiera se…”. Da lì, è iniziata la diffusione esponenziale, doppiata in contemporanea da tantissimi messaggi su centinaia di chat di WhatsApp. Il profilo utilizzato per accendere la miccia è poi sparito: ora non è più raggiungibile via Facebook, e lo stesso filmato è stato cancellato dalla pagina.

È stato poi ripubblicato altrove, ma nuovamente rimosso in un surreale valzer digitale. A condire il tutto, tante parole pesanti nei commenti, rivolte ai partecipanti o a chi ha mostrato l’accaduto. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA