Dopo la rapina all’Eurospar viola gli obblighi: torna in cella

Si aggrava la posizione del 26enne Li Mohamed Chadil autore prima di un’aggressione ai danni di un ragazzo a Bologna poi del colpo a Reggio Emilia

SAN POLO. Ha violato l’obbligo di dimora, scattato per lui in seguito a una rapina in concorso, per andare a commettere un’altra rapina all’Eurospar di via Regina Elena a Reggio Emilia, durante la quale ha inferto un pugno al vigilante che lo aveva sorpreso a rubare alcolici, facendolo finire all’ospedale.

Si aggrava così la posizione di un giovane 20enne residente in paese, Li Mohamed Chadil, di origine marocchina, per il quale ora il tribunale di Bologna, che si era occupato della prima rapina avvenuta nel capoluogo emiliano, ha fatto scattare gli arresti domiciliari.


La misura restrittiva è stata eseguita venerdì dai carabinieri sampolesi, che hanno arrestato Chadil e lo hanno ristretto ai domiciliari.

Chadil, in pieno centro a Bologna, nel settembre scorso, con altri tre complici, aveva accerchiato un ragazzo, lo aveva spintonato e fatto cadere a terra e gli aveva strappato la catenina che aveva al collo, rubandogli anche la custodia (vuota) di un cellulare appena comprato e il portafoglio con soldi e documenti. Poi era fuggito. Per questo era finito in carcere alla Dozza di Bologna per rapina aggravata in concorso.

Il successivo mese di ottobre aveva ottenuto i domiciliari e poi, dal mese di gennaio la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, cioè San Polo, con la prescrizione di presentarsi con cadenza bisettimanale alla caserma per l’apposizione della firma.

Provvedimenti che però non hanno mitigato l’indole del ragazzo che la sera del 7 aprile scorso, non solo ha violato la misura dell’obbligo di dimora nel comune di San Polo, recandosi a Reggio Emilia, ma ha commesso anche la rapina all’Eurospar. Un furto di alcolici che, in pochi minuti, si era trasformato in rapina, vista la resistenza del ragazzo, che aveva prima picchiato la guardia e poi tentato la stessa cosa con un agente di polizia, senza però riuscirvi.

Per quel pugno la guardia giurata era stata poi dimessa dall’ospedale con sette giorni di prognosi. Il ragazzo era stato fermato e arrestato grazie all’intervento di un agente della Questura fuori servizio, poi raggiunto dai colleghi delle Volanti. Aveva anche cercato di depistare i poliziotti fornendo false generalità, ma senza riuscirci perché già gli agenti lo conoscevano.

L’arresto poi era stato convalidato dal giudice che aveva disposto per lui l’obbligo di firma.

Ora il Tribunale di Bologna, aggiornato dai carabinieri di San Polo dell’ultima rapina compiuta a Reggio Emilia, ha revocato il beneficio dell’obbligo di dimora ottenuto dopo l’episodio di settembre, sostituendolo con quello degli arresti domiciliari. —

M.F.

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