Il colosso Ibm compra myInvenio gioiellino reggiano del mondo digitale

Si tratta del software studiato dalla società di Mancasale  L’ad Delsante: risultato straordinario frutto di investimenti

Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. Una ventina tra programmatori e tecnici reggiani sono stati in grado di portare le aziende nel futuro nel giro di pochi clic. Processo che passa sotto il nome di trasformazione digitale, divenuta il sale di myInvenio, piccola azienda reggiana che ha sede a Mancasale, negli uffici del centro Raffaello. Non proprio la Silicon Valley, ma un puntino sulla storica zona industriale delle meccanica reggiana all’ombra dei ponti di Calatrava che ha attratto l’attenzione di un colosso come Ibm, l’ex azienda di computer che si occupa ora di digitale, dati e “cloud”, con un fatturato mondiale da 73 miliardi di dollari, il cui ramo italiano ha comprato ora myInvenio, guidata da Massimiliano Delsante, amministratore delegato dell’azienda e appassionato di informatica, partito da Andersen Consulting per fondare poi 25 anni fa la capogruppo Ot Cosulting, società tecnologica con 125 dipendenti a Reggio.


Con l’acquisizione, Ibm inserisce nella sua offerta di programmi anche il software ideato da myInvenio per gestire la trasformazione digitale e l’automazione nelle aziende, già sfruttato da realtà come Ferrari, Maserati, Fiat, Credem, Bper e così via. «Per capirci dobbiamo pensare a Ibm come a una Ferrari: è il meglio che c’è sul mercato tra le auto sportive ma noi siamo il suo sistema di navigazione, che sarà anche in grado di trasformarla in una vettura a guida autonoma», dichiara Delsante dal quartier generale reggiano: «Ibm non ci ha trovati per caso ma grazie a una crescita strutturata che abbiamo affrontato sia sul prodotto sia sulla sua visibilità, coinvolgendo degli analisti internazionali che poi ci hanno inseriti in un circuito in uso alle grandi società. Così è arrivata Ibm, ma c’erano anche altri pretendenti. Per noi si tratta di un risultato straordinario, frutto di progressi e investimenti».

Il software made in Reggio aiuta le aziende a identificare quali sono le aree di processo più adatte a essere automatizzate grazie all’intelligenza artificiale, tra cui vendite, acquisti, produzione e contabilità, indicando punti forti e punti deboli con soluzioni per aumentare i benefici tramite la digitalizzazione.

«La trasformazione digitale che ci si aspettava nei prossimi 5-10 anni è destinata ad avvenire nell’arco di 2-3 – commenta Alessandro La Volpe, vice presidente Ibm Technology Italia –. Tutte le aziende che erano impegnate nel pianificare la trasformazione, di colpo si sono trovate nell’urgenza di agire e non più poter procrastinare. In questo contesto, l’automazione dei processi è chiave per accelerare una trasformazione. L’automazione riduce la complessità del lavoro e porta semplicità nello svolgimento delle singole attività, dei processi e della capacità di prendere decisioni. La prossima grande evoluzione è l’applicazione di automazione intelligente all’interno dei processi aziendali, al fine di aiutare i dipendenti nel recuperare fino al 50% del proprio tempo da poter dedicare a priorità più strategiche, alla riduzione dei costi e a nuove forme di innovazione».

Ecco perché aziende come myInvenio sono appetibili e davanti a loro hanno un mercato ancora vasto da conquistare, anche a Reggio, dove non mancano le società di servizi avanzati della nuova generazione sorte accanto alle grandi aziende trainanti della meccanica. «Ci sono grandi possibilità di crescita – conclude Delsante – le nostre università sfornano molti talenti nel nostro campo. E in Emilia-Romagna non mancano le eccellenze. Confido che possiamo essere un piccolo esempio per attrarre l’attenzione anche di altre grandi realtà per investire sul nostro territorio». —

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