Hanno ottenuto il reddito di cittadinanza indebitamente, denunciate otto persone

Nei guai donne e uomini di varia nazionalità, tra loro un'italiana di 44 anni con precedenti penali per estorsione aggravata da metodi mafiosi. Sottratti allo Stato 40mila euro dall'aprile 2019 a febbraio 2021

SCANDIANO. Hanno pecepito il reddito di cittadinanza senza averne diritto per un totale di 40mila euro, ma i carabinieri sono risaliti a loro e li hanno denunciati: si tratta di otto persone tra le quali una donna con precedenti per estorsione e sposata con un uomo ristretto in regime di 41 Bis.
 
L’accusa della quale dovranno rispondere è quella di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. I militari dell’Arma, al lavoro in una complessa indagine coordinata dalla procura reggiana, quelli della tenenza di Scandiano, hanno individuato gli otto soggetti analizzando circa 400 residenti nel comprensorio ceramico reggiano.
 
A finire nei guai una 44enne italiana, una 37enne polacca, un 37enne marocchino, una 35enne marocchina, una 27enne albanese, un 60enne tunisino e un 62enne albanese e una 50enne tunisina. Ognuno di essi con condotte diverse, ma comunque contrarie alla legge, è riuscito a percepire indebitamente il reddito di cittadinanza. 
 
La donna italiana, ha omesso di dichiarare una pregressa condanna penale in relazione a reati commessi (estorsione) con l’aggravante del metodo mafioso, intervenuta nei dieci anni precedenti la data della richiesta del beneficio. 
 
La 37enne polacca ha omesso di dichiarare redditi risultati dalla vendita di un patrimonio immobiliare, per una somma superiore a 100mila euro, abbassando falsamente la soglia del reddito nel documento Isee. 
 
I restanti sei indagati hanno indicato falsamente il possesso dei requisiti di permanenza sul territorio nazionale richiamati dall’art. 2 co.1 let. a) d.l.4/2019 mod. dalla l.26/2019 (quali ad esempio: permesso di soggiorno di lunga durata, permanenza sul territorio nazionale di almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 in maniera continuativa) oppure una nazionalità diversa da quella reale e nello specifico quella italiana in luogo di quella tunisina. 
È stata rimessa inoltre alla competente magistratura una valutazione sul fatto che diversi degli indagati hanno omesso di dichiarare all’atto della richiesta per l’ottenimento dell’Isee l’intestazione di più veicoli da loro posseduti. I benefici ottenuti illecitamente sono stati erogati dallo Stato da aprile 2019 a febbraio 2021.