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Al castello di Bianello prende il via il restauro della cinta muraria

Dopo studi multimediali, parte il più imponente intervento degli ultimi secoli.  Nel 2022, a fine lavori, si potrà percorrere l’intero sentiero attorno alle mura

QUATTRO CASTELLA. Al castello di Bianello prende il via il più imponente intervento di riqualificazione tra quelli realizzati negli ultimi secoli sul colle matildico, finalizzato a recuperare, rafforzare e mettere in sicurezza della cinta muraria che abbraccia il maniero tanto caro a Matilde di Canossa e ai castellesi. Al termine dei lavori il sentiero sotto le mura, ora non accessibile per motivi di sicurezza, sarà percorribile e darà modo di scoprire un volto nuovo del Bianello. E in prospettiva si punta a mettere in sicurezza anche le altre torri e ruderi delle fortificazioni dei colli castellesi.

Il primo passo – il recupero della cinta muraria del Bianello – è un grande intervento fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Quattro Castella, reso possibile grazie al contributo economico della Regione nell’ambito dei finanziamenti “post-sisma”.


Il progetto, messo a punto dall’Ufficio tecnico comunale assieme all’architetto Emilia Lampanti, ha visto fin dai primi passi il coinvolgimento attivo e puntuale non solo della Sovrintendenza ai beni storico-artistici, ma anche del mondo universitario, con la fondamentale consulenza archeologica di Nicola Mancassola (Università di Bologna) e Federico Zoni (Università di Bergamo). Un lavoro di squadra che mira a restituire entro luglio-agosto dell’anno prossimo (e il 2022 è l’anno in cui si festeggerà il millenario del Bianello) l’intero percorso di mura, attualmente accessibile solo in piccola parte.

DRONI E GEORADAR

I saggi di indagine, effettuati non solo con metodi tradizionali, ma anche con l’ausilio di droni e sofisticate apparecchiature georadar per la videoispezione, restituiscono un quadro tanto complesso quanto interessante dell’evoluzione del castello, del borgo e dell’intero colle nel corso dei secoli. Ben sei le fasi ricostruite dal lavoro di Nicola Mancassola e Federico Zoni, coincidenti con un periodo storico che va dalla fine del XII secolo fino all’età moderna e contemporanea. In questo modo prende vita un Bianello per certi versi inedito o, comunque, fino ad ora poco conosciuto; un Bianello protagonista nell’epoca dei Comuni, abitato da una popolazione che in alcuni frangenti sfiorava le 150 unità. Di pari passo con la storia, è stata ricostruita una cronologia costruttiva della cinta muraria tra realizzazioni di bastioni, rivellini, merlature, pilastrini, torri e altri corpi di fabbrica. Cruciale il passaggio relativo alla fine del XV secolo, con l’intervento del noto architetto Biagio Rossetti, incaricato dagli Estensi di realizzare una imponente opera di riqualificazione del borgo.

MISTERI E SORPRESE

«Questo cantiere è un unicum in Italia – spiegano Mancassola e Zoni –. Va dato atto al Comune di Quattro Castella di un approccio che non ha eguali per spessore del progetto e dell’intervento. Dai nostri rilievi esce un borgo che si è più volte trasformato nel corso dei secoli. Dall’analisi delle mura, dai materiali utilizzati e dalle tecniche di costruzione sono riemerse tracce di età medievale. La lettura stratigrafica dei muri è fondamentale per la storia costruttiva di un monumento. Il lavoro fatto non è da considerarsi finito. Abbiamo avanzato ipotesi su tante altre sorprese che questo castello non smette mai di svelare. Per esempio, sotto i prati del castello riteniamo possano esserci le vecchie scuderie. Il Bianello si conferma un monumento misterioso e sorprendente, siamo felici di aver dato il nostro contributo».

I LAVORI AL VIA

Lo studio della cinta muraria è stato eseguito incrociando i dati dei saggi di indagine con le informazioni storiche e cartografiche. Dall’analisi dello stato di fatto è emersa la possibilità di intervenire per rendere il percorso di visita del castello ancor più interessante, una volta completato il restauro delle mura. Tra gli interventi in programma ci sono la demolizione di pilastrini, sostituiti da un parapetto autonomo strutturalmente dalla muratura; la realizzazione di nuovi parapetti per la fruizione dei bastioni e del “giardino segreto”; il consolidamento e rinforzo di pareti in pietrame; la riparazione di muri parzialmente lesionati; lo “scuci-e-cuci” di muratura in pietrame; la stuccatura superficiale dei giunti di muratura con malta compatibile; la rimozione di depositi superficiali acquosi; la riparazione di lesioni con inserimento di cunei in ferro e barre in acciaio inox; la spicconatura e lo scrostamento di intonaco; la scarnitura e ristilatura delle malte; la potatura di siepi, arbusti e cespugli; la rimozione della vegetazione infestante; la disinfestazione di colonie di microorganismi. —

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