Strage di Bologna, al via il processo. Bellini: "Mi sento come Sacco e Vanzetti"

Paolo Bellini

BOLOGNA Paolo Bellini arriva in tribunale a Bologna per la prima udienza del nuovo processo, che parte oggi a 40 anni e 8 mesi dal 2 agosto 1980, sulla Strage della stazione di Bologna: «Mi sento come Sacco e Vanzetti», sono le sue uniche parole, prima di entrare in aula, in risposta ad una giornalista che lo avvicina.

Bellini, ex Avanguardia Nazionale, assassino del militante di Lotta Continua Alceste Campanile, ex collaboratore di giustizia, per la Procura generale di Bologna è il quinto attentatore, presente in stazione la mattina del 2 agosto.

Strage di Bologna, Bellini arriva in aula. I familiari delle vittime: "Vogliamo la verità"

ISTITUZIONI IN AULA Ci sono anche il sindaco Virginio Merola, in fascia tricolore e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein nell'aula della Corte di assise del tribunale di Bologna. Merola e Schlein sono in rappresentanza delle Istituzioni, costituite parte civile. Sono presenti due imputati, Paolo Bellini, accusato di essere il quinto esecutore materiale dell'attentato, in concorso con i tre Nar già condannati in via definitiva, Fioravanti, Ciavardini e Mambro e con Gilberto Cavallini, condannato all'ergastolo un anno fa in primo grado; e Piergiorgio Segatel, ex carabiniere imputato di depistaggio. Il terzo imputato è Domenico Catracchia, amministratore di condominio di immobili in via Gradoli, a Roma, che risponde di false informazioni al pm. Tanti anche i familiari delle vittime arrivati per assistere a questo nuovo capitolo giudiziario. Nell'aula della Corte di assise, per l'emergenza sanitaria, è consentita la presenza al massimo di 40 persone. Altre sono in una sala dove è allestita una proiezione.

I FAMILIARI «È stata una strage che ha tentato di sabotare la democrazia italiana, che ha colpito le vittime, la città e l'Italia intera». Lo ha detto l'avvocato Andrea Speranzoni, che rappresenta i parenti delle vittime della Strage del 2 agosto 1980, a margine del nuovo processo in tribunale a Bologna. «Oggi è un'udienza in cui disveleremo le prove che intendiamo portare all'attenzione della Corte. Dentro quest'esposizione spiegheremo anche quella che è l'impostazione che verrà data al processo», aggiunge. «È un'udienza fortemente desiderata dai familiari delle vittime che assistiamo, pertanto è un giorno importante, 41 anni dopo il fatto, un processo ai mandanti. Questo è il punto fermo da cui oggi iniziamo. Un processo difficile, sicuramente, che guarda un quadro articolato di fatti al centro del quale ci sono
Bellini, Catracchia e Segatel. È un processo che si preannuncia articolato, lungo, ma anche un ritmo d'udienza serrato», ha detto ancora.