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Reggio Emilia, rifiuti selvaggi per le strade: «Colpa di inciviltà e residenze fantasma»

Applicati da Iren degli avvisi sui sacchi di differenziata raccolta irregolarmente a Santa Croce. Buffagni: «Speriamo facciano le multe»

REGGIO EMILIA. A ognuno il suo. C’è chi controlla la sicurezza del territorio, chi vigila contro gli spacciatori, chi si occupa di verificare la validità dei titoli di viaggio e chi, invece, ispeziona i sacchi dei rifiuti alla caccia dei incivili e dei furbetti. Un compito che diventa fondamentale in una zona, quella di Santa Croce, gravata come molte altre da questo problema.

Che però non nasce – almeno non solo – dalla maleducazione e dalla mancanza di rispetto e senso civico. A spiegarlo è Stefano Buffagni, portavoce del comitato di residenti “Ascoltare Santa croce”, che ieri ha pubblicato sul gruppo Facebook dedicato al quartiere alcune foto con degli avvisi lasciati dagli uomini Iren.


«Ci troviamo davanti a dei veri e propri “rifiuti selvaggi” – racconta –. Certa gente riempie i sacchi come vuole senza alcun discernimento e poi li lascia in strada, davanti casa, non facendosi alcun problema. Tanto poi qualcuno passerà a prenderli. Non fanno la differenziata e non seguono le regole anche perché, in molti casi, tutto nasce da un altro problema: quello delle residenze fantasma».

I classici affitti e subaffitti in nero, che ovviamente non danno diritto «a prendere da Iren i bidoni per la differenziata o gli appositi sacchetti. Questi “non residenti” sono un problema ambientale, oltre che di sicurezza».

Certo, prosegue Buffagni, negli ultimi anni «la polizia locale ha svolto molti accertamenti e cancellato tante residenze, ma questa pandemia ha rallentato i controlli». Un’altra concausa dell’abbandono selvaggio di rifiuti, però, è la differenza linguistica.

«Molti stranieri – continua il residente – non parlano o non leggono bene la nostra lingua. E allora come fanno a sapere che la plastica o la carta vanno lasciate lì in quel giorno, alla tal ora? Avevamo chiesto di stampare degli opuscoli multilingua o di aggiornare quelli che già vengono distribuiti ma ancora non è stato fatto». Se l’impatto e la sorpresa di trovarsi sul proprio sacco irregolarmente riempito un avviso di Iren deve essere grande, qualche dubbio resta invece sull’effettiva efficacia delle multe.

«Non credo riescano a farne molte – ammette Buffagni – anche perché dovresti aprire i sacchi, trovare qualche ricevuta o ricetta che colleghi a un nome e un indirizzo, rintracciare il proprietario... insomma, sono quelle complicanze amministrative spesso impraticabili e di facciata, un po’ come le guardie giurate in piazzale Europa». Anche se, ci tiene a precisare il portavoce del comitato, «in questi anni la situazione complessiva del quartiere è molto migliorata. Ci sono ancora dei problemi da risolvere ma rispetto a dieci anni fa non c’è paragone». —

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