«Durante il lockdown un boom di adozioni ma senza preparazione»

Natasha Artoni, educratrice cinofila

La clausura forzata ha indotto tanti a prendere cani e gatti L’educatrice: «Importante farsi consigliare dagli esperti»

Elisa Pederzoli

NOVELLARA. Nel corso dell’ultimo anno, tra lockdown, restrizioni e spostamenti limitati, in tanti hanno pensato di adottare un animale, cane o gatto che fosse. Non sempre a causa dell’euforia si fa la scelta più giusta, senza preparazione. «Tanti li hanno presi dal sud e hanno avuto dei problemi, perché o sono cani semi-selvatici o cani guardiani che abbaiano tanto. Ricevo tre o quattro chiamate alla settimana con richieste di aiuto».


Natasha Artoni è educatrice cinofila e consulente relazione felina in fase di formazione: insomma, è quella figura che quando adottiamo un animale domestico dovremmo consultare per capire se quel cane o gatto scelto è giusto per noi o per aiutarci a relazionarci con Fido e Micio. «Dopo il primo lockdown, il problema è stato che i cani non erano abituati a stare da soli: c’erano un sacco di casi di ansia da separazione. Adesso, ci sono più situazioni di cani adottati dal Sud: se là erano buoni e liberi, non vuol dire che siano tranquilli e sereni qui, magari in un contesto urbano, dove non fanno mai una corsa e sono sempre al guinzaglio».

Insomma, quando si fa un’adozione non ci si deve concentrare solo su quella che crediamo una buona azione, aspettandoci che l’animale sia subito a suo agio.

«Bisogna lasciar loro il tempo di ambientarsi nel posto nuovo: servono tre giorni di decompressione, specie se vengono dal canile. Nel mese successivo, devono capire cosa possono o non possono fare a casa nostra. Possono servire fino a tre mesi di ambientamento – spiega –. Invece la gente si aspetta subito la gratitudine. Il bel gesto c’è, ma il problema è che l’animale non lo sa. Magari un cane che in canile era in coppia, deve abituarsi a stare da solo. Mentre i gatti sono molto territoriali: per quello già presente in casa è un trauma il nuovo arrivo e potrebbe fare deiezioni fuori dalla lettiera per comunicare il suo disagio; il gatto nuovo può avere bisogno di marcare tutto. Sarebbe utile appoggiarsi a degli esperti. Importante è anche chiedere prima che animale è: un cane iperattivo preso da cucciolo, resterà iperattivo». —

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