Cocaina e marijuana Lo spacciatore patteggia e non è più ai domiciliari

reggio emilia. Si è chiuso – ieri mattina in tribunale – solo in parte il processo nei confronti di Valentin Lungu (rumeno di 32 anni residente a Reggio Emilia) e Baldassarre Genovese (31 anni abitante a Suzzara, nel Mantovano) che sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di cocaina e marijuana.

Il 32enne – difeso dal legale Noris Bucchi, sostituito ieri in aula dal collega Luigi Scarcella – ha patteggiato un anno e mezzo di reclusione (ma con pena sospesa) e non è più sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari. Pena e liberazione concordati dalla difesa con il pm Iacopo Berardi e ieri avallati dal giudice Andrea Rat. Genovese sarà invece processato a fine mese, con rito ordinario.


Tutto è partito da un normale controllo del territorio. Nel primo pomeriggio del 10 marzo scorso una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Reggio Emilia ha fermato e controllato due uomini che si trovavano a bordo di un’auto parcheggiata in via Leoncavallo, vicino al Parco Querce Rosse, un’area verde situata nei pressi del Crostolo e di via Emilia Santo Stefano. Addosso al 32enne i militari hanno rinvenuto un involucro contenente tre grammi di cocaina e 195 euro in contanti, mentre l’italiano aveva un involucro con oltre 10 grammi di cocaina e circa 2mila euro in contanti. La perquisizione è stata estesa all’auto, parcheggiata sotto l’abitazione di Lungu: nel vano portaoggetti della portiera anteriore sinistra sono saltati fuori quattro grammi di cocaina, sotto i portacenere dei sedili posteriori una trentina di grammi, sempre di cocaina. In un mobile della camera da letto dell’abitazione di Lungu i militari hanno trovato un rotolo di denaro, per una somma complessiva di 3.100 euro in banconote di vario taglio. Sono risultati disoccupati ma di fatto, secondo i carabinieri, erano veri e propri imprenditori dello spaccio, “specializzati” nel ramo della cocaina destinata alla piazza reggiana e, probabilmente, a quella mantovana.

Nell’udienza di convalida dell’arresto il rumeno ha ammesso le sue responsabilità e chiesto scusa, giustificando i 3mila euro trovati in suo possesso con vincite al poker online, depositandone le relative ricevute. Invece Genovese ha negato di essere un pusher, dicendo di aver semplicemente fatto l’autista, accompagnando in auto altre due persone (il fratello e un amico) all’incontro con Lungu perché non hanno la patente. —

T.S.

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