Casalgrande, un benefattore anonimo dona il fonte battesimale

Domenica l’inaugurazione col vescovo nella chiesa della Madonna del Lavoro. La particolarità: sono presenti due vasche, una per l’immersione completa

CASALGRANDE. Grazie alla generosità di una persona che vuole rimanere anonima, la chiesa di Casalgrande ha finalmente un fonte battesimale. Si tratta di un’opera particolare che verrà inaugurata domenica 18 aprile durante la messa delle 10, in occasione della visita pastorale del vescovo Massimo Camisasca.

Dopo tanti anni di attesa, nella chiesa parrocchiale della Madonna del Lavoro, che si trova in centro, è stato installato un fonte battesimale composto da due vasche che permettono di fare il battesimo tradizionale, con il versamento dell’acqua sulla testa del bambino, oppure quello previsto dalle chiese di rito ortodosso e protestati, in cui chi viene battezzato si immerge completamente nel fonte battesimale.


«Il fonte battesimale – è la descrizione pubblicata sul giornalino della parrocchia – è una vasca presente nelle chiese ed è funzionale alla celebrazione del rito del battesimo, che può avvenire per infusione dell’acqua sul capo (forma più diffusa nelle chiese di rito romano) o, in modo più corrispondente al significato della parola, per immersione. Nella realizzazione del fonte battesimale abbiamo voluto contenere le due possibilità di celebrazione del rito, lasciando ai genitori dei bambini da battezzare la scelta circa la modalità che più gradiscono».

Per questa ragione il fonte battesimale di Casalgrande è particolare, perché la parte superficiale del fonte è costituito da una vasca sovrastante in cui viene contenuta e raccolta l’acqua benedetta da versare sul capo del bambino. Per chi opta invece per l’immersione del bimbo, c’è una seconda vasca sottostante la prima, di dimensioni più profonde e ampie, che consentono al battezzato di essere immerso quasi completamente. A corredo, vi sono tutti i simboli del battesimo, dal cero fino alla colomba, passando per la Croce e gli oli santi.

«Ringraziamo l’architetto Roberto Orlandini – prosegue l’articolo sul giornalino – per il meticoloso lavoro di progettazione, e il suo fabbro di fiducia, Notari di Arceto, per la realizzazione, nonché il benefattore che ha voluto mantenere l’anonimato, il quale, finanziando interamente la spesa, ha reso possibile la realizzazione del nostro tanto atteso fonte battesimale». —

Paolo Ruini

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