Nel parco della Memoria murales delle donne partigiane

Il murales alla Casa nel Parco di Correggio, omaggio alle donne e agli uomini della Resistenza

Correggio, l’opera dell’artista Vera Bugatti dipinta su due delle pareti della casa colonica. L’inaugurazione, saltata per Covid, doveva essere il 25 aprile dell’anno scorso

CORREGGIO. Il murales alla Casa nel Parco grazie all 'iniziativa del Comune di Correggio e della locale sezione Anpi, oggi, è una bellissima realtà. L'opera è un omaggio alle donne e agli uomini della Resistenza che hanno permesso di riconquistare il bene prezioso della libertà. Il murales doveva essere inaugurato il 25 aprile scorso in occasione del 75esimo della Liberazione ma non è stato possibile a causa della pandemia. L'opera è realizzata da Vera Bugatti, artista internazionale ed esperta di street painting. Il lato lungo è ispirato dal racconto di una staffetta partigiana correggese che, catturata dai fascisti, non ha mai rivelato i nomi dei compagni e per questo venne imprigionata e torturata. Tornata a casa attraverso i campi, questi le “parevano tutti capovolti” e le “sembrava che il cielo fosse chissà dove”: nel murales, la donna mostra una sua fotografia da giovane, insieme alla raffigurazione della sua bicicletta e di un bambino, nascosto in una nicchia, a rappresentare l’ascolto di quei racconti per le nuove generazioni.



Il lato corto della casa, è un “omaggio” alla stamperie clandestine, con particolare riferimento a quella del "Podere Piave", dei fratelli Pinotti, a Canolo, avviata da Vittorio Saltini insieme al tipografo Gino Patroncini. Con grande fatica, a causa del peso, la macchina tipografica venne installata nel solaio, dove si trasferì lo stesso Patroncini che lì vivrà da recluso fino alla Liberazione. Patroncini componeva i testi, mentre i fratelli Pinotti si alternavano alla pedalina e le donne di casa, poi, portavano i volantini in lavanderia, li tagliavano e li confezionavano, pronti per essere consegnati in un altro rifugio in campagna, dove le staffette li prelevavano per la diffusione.

Bresciana, classe 1979, Vera Bugatti ha conseguito la laurea in Conservazione dei beni culturali a Parma, ha lavorato come ricercatrice in ambito museale e bibliotecario. Le sue opere sono presenti nei volumi “Sidewalk Canvas” di Julie Kirk Purcell, Londra 2011; “Street Art” di Russ Thorne, Londra 2014; The Art of Chalk di Tracy Lee Stum, USA 2016; Street Art en Europe di Nath Oxygène e Brigitte Silhol, Parigi 2018; “Designing graphic illusions”, Cina 2019. Attiva dal 2008 ed esperta di street painting anamorfica dal 2015, ha dipinto in Italia, Olanda, Francia, Germania, Irlanda, Croazia, Austria, Malta, Svezia, Danimarca, Bosnia ed Erzegovina, Portogallo, Spagna, Lettonia, Russia, Gran Bretagna, Bulgaria, Belgio, Stati Uniti, Messico, Emirati Arabi e India.

«“I campi capovolti” al Parco della Memoria – spiega Bugatti – è la mia ultima opera ed è ispirata al documentario “Partigiani” (G. Chiesa, 1997) e alla testimonianza della staffetta Iva Montermini, scomparsa una decina di anni fa, che mi ha molto emozionata. Ne parlo anche nel mio blog, perché questa vicenda, una storia nella Storia, merita uno spazio più ampio di quello concesso dai social. Ringrazio sinceramente per il lavoro Anpi e il Comune di Correggio e Sebastiano Matarazzo in arte Seba Mat».