Stroncato da un malore il ristoratore Fabrizio Mori

È morto nella sua abitazione ieri mattina. Inutili per lui i soccorsi. Aveva 68 anni La figlia: «Era un uomo buono e socievole». Stasera il Rosario, domani il funerale

POVIGLIO. È morto, stroncato da un malore improvviso, Fabrizio Mori, storico e conosciutissimo ristoratore di Poviglio, titolare con la moglie Caterina Ballabeni, da tutti conosciuta come “Catia”, dello storico ristorante Mori-Ballabeni. Mori è morto ieri mattina nella sua abitazione in via Romana a Poviglio, colto da un malore improvviso mentre si apprestava a fare colazione con la sua famiglia. Inutile per lui ogni tentativo di soccorso.

Fino a sabato scorso lo si è visto in giro in compagnia degli amici. Era solito bere un caffé al bar o fare due chiacchiere in piazza. Negli ultimi tempi anche la sua attività, così come tutte quelle legate alla ristorazione, a causa della pandemia ha dovuto subire un pesante contraccolpo.


Del resto il ristoratore amava molto la compagnia ed era conosciuto per la sua estrema simpatia, così come per il buon cuore e la passione per i viaggi.

Il locale, che Mori aveva avviato con la moglie nel 1983, sorge nei pressi della rotonda della Maxima Spa, sulla strada per Boretto, ed è rinomato per le sue tigelle e gnocco con salumi e pasta fresca fatta in casa. È una vera e propria istituzione, non solo per il paese di Poviglio.

Una fama guadagnata praticamente dal niente, partita da una passione per la cucina di Mori e della moglie, e cresciuta poi negli anni, che si è andata sempre più consolidando fino a farne un locale di grande richiamo.

La notizia della morte del ristoratore ha fatto rapidamente il giro del paese lasciando tutti stupiti e molto addolorati. Tutti si sono immediatamente stretti alla famiglia, alla moglie e alle figlie Debora e Gessica, che negli anni hanno affiancato anche loro i genitori nell’attività. «Mio padre era una persona socievole – racconta una delle figlie – Aveva sempre una parola buona per tutti. Sempre disponibile ad aiutare. Aveva anche una grande passione per i viaggi, soprattutto quelli avventurosi».

«Ci volevamo bene come fratelli», ricorda l’amico d’infanzia Artemio. Con lui e con Paolo Notari, anche lui storico commerciante titolare di una gioielleria a Poviglio, Mori aveva un fortissimo legame. «Io e lui ci conoscevamo fin da bambini – dice Artemio –. La nostra era un’amicizia pura, sana, vera. Siamo cresciuti insieme. Era sempre un piacere vederlo. Fabrizio era una grande persona. Era sempre di corsa, per il suo lavoro, ma a noi bastava vederci mezz’ora per un caffé ed eravamo già a posto».

Questa sera, alle 20.30, si svolgerà il Rosario nella chiesa parrocchiale del paese. Il funerale è in programma domani, secondo le regole imposte dalle restrizioni sanitarie, con partenza dall’abitazione, alle 14.15, per la chiesa, dove verrà celebrata la liturgia delle esequie, e da qui al cimitero locale. —

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