«Riccio ustionato a causa di chi dà fuoco alle sterpaglie»

Il riccio ustionato ma ancora vivo

San Polo, l’allarme di Ivano Chiapponi del Rifugio matildico: «Fate attenzione, controllate sempre quando prendete queste iniziative»

SAN POLO. Un riccio recuperato ustionato, ma ancora vivo tra le sterpaglie dopo che era stato appiccato il fuoco. È uno degli ultimi arrivi al Rifugio Matildico di Caverzana di San Polo, “l’ospedale” degli animali selvatici sulle colline. Un soccorso questa volta che induce il fondatore, Ivano Chiapponi, a mettere in guardia chi dà fuoco con leggerezza a fossi e sterpaglie: «Attenzione: ci sono anche loro, oltre magari ad altri animali selvatici, tra la vegetazione».

Il Rifugio Matildico


Già. E senza contare che non esattamente consentito dare fuoco alla vegetazione. Nelle ultime settimane, sono stati diversi anche in provincia di Reggio gli interventi da parte dei vigili del fuoco proprio per fuochi appiccati in campagna il cui controllo però è stato presto perso da chi lo ha fatto. Con la conseguenza che è stato necessario l’intervento dei pompieri per riportare la situazione in sicurezza ed evitare che le fiamme andassero avanti, con tutti i rischi connessi. Episodi che quando viene identificato l’autore dell’incendio finiscono con una denuncia.

Pochi, però, forse si fermano a pensare a cosa stanno bruciando oltre magari alle erbe ritenute infestanti. Specie in questo periodo di primavera, con la natura che si risveglia, il rischio più che probabile è che si stia distruggendo l’habitat di piccoli animali e come nel caso del riccio, mettendo a rischio gli animali stessi, le loro tane, magari i piccoli appena nati.Ora, il riccio recuperato viene curato sotto la supervisione del veterinario nel rifugio sampolese. Nonostante il grave danno riportato, dovrebbe farcela e potrà tornare alla sua vita libera. Ma da Chiapponi arriva l’appello: «Fate attenzione, controllate sempre quando prendete queste iniziative».