Armi, l’idraulico si difende via web Il giudice lo scarcera e va ai domiciliari

La sua versione: «Nel magazzino ciò che usavo a caccia» È risultata rubata la carabina trovata dall’Arma nel casolare 

Tiziano Soresina

POVIGLIo. Non è più in carcere a Modena l’idraulico povigliese 54enne Salvatore Tremamondo, finito nei guai – domenica – per detenzione abusiva di armi e ricettazione (quest’ultima accusa riguarda una carabina risultata rubata).


La sostituzione della misura negli arresti domiciliari è stata decisa ieri dal gip Andrea Rat al termine dell’udienza di convalida dell’arresto tenutasi, in videoconferenza, con l’idraulico collegato dal carcere con il tribunale di Reggio Emilia (in aula il giudice e l’avvocato difensore Vainer Burani). Il 54enne – rispondendo alle domande del gip Rat – ha fatto presente che era un cacciatore fino a una decina d’anni fa e i pallettoni per le battute al cinghiale gli erano rimasti. «Faccio l’idraulico e quel casolare a Gattatico lo uso come magazzino – ha aggiunto – e conduco una vita normale, ho una famiglia».

La licenza di caccia era stata revocata a Tremamondo diversi anni fa per i precedenti penali (sempre relativi alle armi detenute in modo illecito, fra proiettili e uno sfollagente).

La pm Maria Rita Pantani ha chiesto la misura cautelare in carcere per l’idraulico, facendo leva anche sui precedenti penali.

Mentre l’avvocato Burani ha replicato chiedendo la liberazione o in subordine gli arresti domiciliari nella casa di famiglia a Poviglio.

«Ho presentato la documentazione che attesta come il mio assistito fosse effettivamente un ex cacciatore – specifica al termine il difensore – e la misura restrittiva del carcere è eccessiva, non essendovi pericolo di fuga, rischio di inquinamento delle prove e pericolo di reiterazione del reato». Optando per gli arresti domiciliari, il giudice ha in parte accolto la richiesta difensiva.

Domenica i carabinieri di Gattatico, perquisendo quel casolare, hanno trovato posata su un muro una carabina Diana risultata essere un’arma comune da sparo, non destinata alla libera vendita, detenuta illegalmente (è risultata rubata) unitamente a ben 600 munizioni calibro 12 di cui una quarantina a palla unica custodite in un trolley e 130 munizioni calibro 12 di cui una a palla unica occultate all’interno di uno zaino.

La carabina e l’ingente quantitativo di munizioni illegalmente detenute venivano sequestrate con l’idraulico, che alla luce di quanto accertato, è stato tratto in arresto.

Il blitz dei carabinieri – in collaborazione con l’unità cinofila della polizia provinciale di Reggio Emilia – è avvenuto mentre erano in corso una serie di perquisizioni domiciliari per altre indagini che non riguardano l’idraulico povigliese. —

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