La protesta dei pastori reggiani: «A noi pochi pascoli e lontani»

Ermanno Ferretti al pascolo con il suo gregge

Ventasso, gli allevatori: «Quelli migliori vengono assegnati a chi viene da fuori regione Chiediamo venga data la precedenza a chi proviene dal territorio, poi agli altri»

VENTASSO. Alcuni pastori e allevatori dell’Appennino reggiano si lamentano per la gestione dei pascoli: ad alcuni di loro non vengono assegnati pascoli in altura; ad altri vengono assegnati in misura insufficiente. L’estate non è molto lontana, il tempo del pascolo si avvicina e alcuni pastori vogliono far sentire la loro voce. A giugno, infatti, comincia quella che una volta era la transumanza, e prima di partire vogliono informare l’opinione pubblica della situazione che stanno vivendo sulla loro pelle e su quella dei loro animali: pecore, capre e cavalli.

Davide Fantini con i cavalli sul nostro Appennino

In coro, i pastori Mirco Zambonini di Ligonchio, Ermanno Ferretti di Montericco (Albinea) e l’allevatore di cavalli Davide Fantini di Reggio Emilia denunciano che i pascoli del nostro Appennino vengono affittati, oltre che a loro, anche ad allevatori provenienti da regioni diverse, ad esempio dal Veneto, dal Friuli e dalla Lombardia; allevatori che arrivano con greggi molto numerose (qualche migliaio di pecore e anche cavalli). Capita anche che i loro cani spaventino le greggi e i cavalli di altri proprietari che si allontanano dalle loro zone di pascolo. Anche gli escursionisti che frequentano i sentieri hanno avuto a che fare con i cani, e si lamentano.


Un allevatore di cavalli con pascolo in quota lo scorso anno ha subito la perdita di cinque cavalli che, spaventati, si sono dati alla fuga precipitando nei dirupi. Il pastore Ferretti, che da circa 10 anni sale in Appennino con le sue 250 pecore, afferma di non aver pascolo a sufficienza, quindi di dover pascolare anche nei boschi. Una situazione che demoralizza i pochi e coraggiosi pastori reggiani, già provati da una professione fatta di sacrifici e di sofferti guadagni.

I pastori locali si rivolgono al Consorzio Alta Valle del Secchia, che amministra gli usi civici (diritto di godimento) dei beni del Comune di Ventasso e che, tra le varie competenze, gestisce anche l’assegnazione dei pascoli, per chiedere che «questi vengano affittati prioritariamente e a sufficienza ai pastori o allevatori del territorio, e poi della regione e, in seguito, a quelli provenienti da fuori regione. Da alcuni anni i pascoli migliori, più estesi e comodi, sono a disposizione degli allevatori provenienti da fuori regione, possessori di greggi di notevoli dimensioni, realtà abbastanza anomale rispetto al contesto locale».

La risposta del Consorzio sulla gestione e assegnazione dei pascoli e sulle lamentele dei pastori reggiani per il momento non è ancora arrivata. Infatti, il presidente Giovanni Campani, interpellato sulla questione, ha risposto di non avere tempo per spiegare, né quello per essere intervistato, ribadendo che gli interessati, se vogliono spiegazioni, devono chiederle direttamente a lui. Gli allevatori reggiani riferiscono però di aver contattato ripetutamente il presidente Campani senza riuscire ad ottenere risposta.