Sit-in di due studenti di terza alle scuole medie contro la Dad

Due ragazzi davanti alla scuola media Zannoni di Montecchio

Montecchio, la protesta nel primo giorno di ritorno in aula per i soli ragazzi della prima. Una mamma: «Devono rientrare». L’assessore: «Speriamo in una rinascita» 

MONTECCHIO. Ritorno a scuola dopo le vacanze di Pasqua, nella mattina di mercoled' 7 aprile, per i bimbi dei nidi e delle scuole d’infanzia, per gli alunni delle elementari e per quelli di prima media. Ma per tutti gli altri lo stop continua. Per protestare contro il mancato ritorno in classe, ieri mattina a Montecchio due alunni del terzo anno della scuola media Zannoni hanno raggiunto la scuola per seguire le lezioni in Dad, con tanto di tavolino e pc, ma all’esterno dell’istituto. Un piccolo sit-in di protesta da parte dei due studenti, rimasti lì fino alle 13. Un modo per farsi sentire e per dire, ancora una volta, che con la didattica a distanza non si può più andare avanti.

«La Dad non può funzionare – racconta la mamma di uno degli studenti protagonisti della protesta –. I due ragazzi sono al terzo anno ed è evidente che, affrontando gli esami di terza media, hanno bisogno di rientrare dentro le mura della scuola, in presenza. Sono stati coraggiosi, mentre gli altri hanno preferito restare a casa – prosegue –. Non hanno indietreggiato dal loro intento, e così si sono messi davanti alla scuola in silenzio. È giusto che tornino a scuola; non si può più andare avanti in questa maniera. Al mattino lezioni in Dad e al pomeriggio sempre fuori, comunque. Questi ragazzi hanno bisogno di tornare a scuola in presenza, a contatto con gli insegnanti, anche perché è l’ultimo anno della scuola media».


Di scuola nei giorni scorsi aveva parlato anche l’assessore alla scuola, alle pari opportunità e alle politiche giovanili Elena Terenziani, che assieme agli auguri pasquali aveva inviato ai ragazzi una dedica speciale: «Passate le vacanze – aveva detto – dopo un anno di incertezze e chiusure a singhiozzo, sembra torni un qualche livello di normalità con la decisione del governo di tentare la riapertura delle lezioni in presenza almeno fino ai 12 anni. Ci auguriamo che sia il primo passo di una bella rinascita, che venga presto seguita anche per gli studenti più grandi: una rinascita che tenga conto dell’esperienza rivoluzionaria forzatamente compiuta in questi mesi, valorizzando anche le sperimentazioni positive, livellando le disparità territoriali nella qualità dell’offerta e degli ambienti, mettendo finalmente davvero al centro la “next generation”, i nostri bambini e i nostri giovani». «Il mio augurio è proprio questo – aveva aggiunto – che le difficoltà siano per noi motivo per unirci ancora di più, per celebrare assieme la vita nuova, la ripartenza e il rinnovamento partendo proprio dalle nostre scuole».