Operaio azzannato dal pitbull: «E’ del mio amico, era libero»

San Martino in Rio, ma il 27enne nega e la fidanzata conferma: «È stato morso dal suo cane». La replica fa infuriare il ferito, che minaccia i due su Facebook e finisce nei guai

SAN MARTINO IN RIO. Il 29 giugno di due anni fa si è rotta l’amicizia fra due operai per una vicenda che ha a che fare con la loro passione per i pitbull. Con strascichi però talmente spinosi da portare entrambi davanti al giudice di pace Domenico Rosati con accuse diverse, ma che ruotano proprio su quell’incontro con i cani al parchetto di Gazzata, nei pressi della chiesa parrocchiale.

Come è stato ricostruito ieri in tribunale a Reggio Emilia, i due operai sammartinesi – uno ha ora 27 anni, l’altro 31 anni – verso le 19 si erano ritrovati il 29 giugno 2019 nell’area verde della frazione. Sono amici ed entrambi hanno un pitbull, quindi un amore per quel tipo di cane che condividono. Ma per gli inquirenti, il pitbull del 27enne sarebbe stato libero, non al guinzaglio. Una mancata accortezza che sarebbe sfociata in un’aggressione all’operaio 31enne.


Morsi all’arto inferiore sinistro – in special modo al polpaccio – che risulteranno di una certa gravità, costringendo il ferito a ricorrere alle cure mediche all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, uscendone poi con una prognosi di trenta giorni. «È un fatto grave, il mio assistito ha riportato il 10% d’invalidità permanente per quei morsi – spiega al termine l’avvocato Alessandro Carrara che tutela il 31enne costituitosi parte civile – e per di più il cane era libero e nemmeno assicurato».

L’operaio 27enne – difeso dal legale bolognese Elio Brogno – è a processo per lesioni colpose, ma fin dal primo momento (quando l’amico era ancora in ospedale) ha negato che fosse stato il suo cane l’autore dell’aggressione, sostenendo che a scagliarsi era stato il pitbull del 31enne. Versione avallata anche dalla fidanzata del 27enne. Insomma, una replica che non andava giù al ferito che il giorno dopo (20 giugno) inviava tre file audio sul profilo Facebook dell’ormai ex amico, contestando pesantemente la sua ricostruzione, prendendosela in particolar modo con la fidanzata di lui: «Aveva la pelle in bocca il tuo cane, hai capito? Ci sono i testimoni. Io ti do fuoco adesso, non hai capito niente che adesso ti rovino. Il mio cane non mi è scappato mai e non ha fatto mai niente. Il tuo ragazzo è un imbecille perché è la seconda volta che scappa. Ok? Io adesso sto andando in caserma e mi devi dare i soldi dalla testa ai piedi». Uno sfogo che lo mette nei guai per minacce. Ieri sono stati sentiti dei testimoni, si tornerà in aula a metà ottobre. —


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