«Non sono un mafioso» Ma alla radio non ci scherza

reggio emilia. Durante la recente deposizione Alfonso Mendicino ha categoricamente escluso di essere un affiliato del clan ’ndranghetista emiliano e ha affrontato la sua posizione in Aemilia: «Non appartengo alla ’ndrangheta – dice – e nel processo Aemilia ho fatto il rito ordinario. In Appello la pena è stata dimezzata e sono stato condannato a 6 anni e 8 mesi. È caduta l’aggravante mafiosa e ho intenzione di proporre ricorso in Cassazione». Cinque anni fa – sull’argomento – fece scalpore la telefonata che Mendicino ricevette dai giornalisti della trasmissione di Radio 24 “La Zanzara”, cioè Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Quando i due giornalisti, con il consueto fare provocatorio e scherzoso, chiesero a Mendicino di mandare a quel paese la ’ndrangheta, lui si era categoricamente rifiutato. Parenzo disse: «Urliamo fanculo alla ’ndrangheta!». Mendicino aveva replicato: «Questo no, questo non lo dirò mai, non lo dirò mai nella mia vita». Poi aveva salutato, riattaccando. —

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